4 Concetti dal Libro Padre Ricco Padre Povero

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Quattro cose che mi sono piaciute del libro padre ricco padre povero di Robert Kiyosaki.

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PADRE RICCO PADRE POVERO

E’ tornato da poco di moda il libro padre ricco padre povero, in occasione dei vent’anni dalla prima uscita, dalla prima pubblicazione.
Non lo avevo ancora letto, erano diversi anni che avevo intenzione di leggerlo, l’ho fatto solo poche settimane fa.

E’ scorrevole, chiaro, piacevole. Se devo trovare un punto negativo risulta un pò ripetitivo nei concetti che ripete all’ossessione durante le oltre 300 pagine.

Tolto questo è davvero un bel libro da leggere e dal quale trovare delle ispirazioni interessanti sia per una crescita personale che per le proprie finanze.

L’argomento principale di questo libro è il come migliorare la propria situazione finanziaria, lo scopo del libro è cambiare il nostro modo di pensare sul denaro, partendo dalle idee che abbiamo sui soldi e di come queste idee nascano sin da bambini, dall’educazione finanziaria che noi riceviamo.

Educazione che parte ovviamente prima di tutto dai nostri genitori, da qui il titolo.

Questa non sarà una recensione e in concetti che ho estrapolato dal libro non li tratterò solo dal punto di vista che l’autore vuole, ma anche rapportandoli ad altri ambiti.

REMINDERS

Prima di svelare questi concetti volevo ricordarvi che gli episodi che pubblico potete trovarli sia su YouTube, sia sul Podcast, che qui sul sito.

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FARE QUALCOSA DI DIVERSO

Torniamo a noi “se ti accorgi di esserti scavato la fossa smetti di scavare” l’autore usa questa frase dal punto di vista finanziario, cioè se ti sei accorto che il modo in cui stai gestendo le tue entrate e le tue uscite è fallimentare allora la cosa più semplice da fare è smettere di farlo in quel modo.

Banalità, che come tutte le banalità sono le più difficili da mettere in pratica.

Diversi anni fa avevo il vizio di fumare e a quel tempo, come oggi, tutti sapevano che fa male.
Una buona parte dei fumatori vorrebbe smettere, ma non ci riesce per vari motivi tutti plausibili.

Anche io ci ho messo un bel po’ per smettere, fino a quando ho deciso di farlo, così ho smesso.
Sono passato dalla fase del pensare, decidere, pianificare, alla fase del fare.

La si sente dentro la differenza tra una decisione seguita immediatamente da un’azione, da un vago “ora lo faccio”.

Spesso la soluzione più semplice a molte delle situazioni spiacevoli che viviamo, che stiamo vivendo, è smettere.
-smettere di fumare;
-smettere di mangiare troppo e male;
-smettere di bere alcolici;
-smettere di ostinarsi in un rapporto ormai finito.

Crudele nella sua semplicità perché non ci sono scuse, se state trovando scuse allora non lo avete ancora fatto.

LA PAURA DI ESSERE DIVERSI

Spesso però prendere delle decisioni così nette in alcuni ambiti, ci rende in qualche modo diversi e questo spaventa.
Anche se aspiriamo tutti ad essere originali e unici, tendiamo a conformarci alla società.

Siamo influenzati dal giudizio degli altri.
Conformarsi ed essere uguali alla massa ci fa sentire in qualche modo al sicuro, ci fa sentire parte del branco.

Se fai cose troppo diverse ti senti diverso, ti senti escluso. Se ti senti escluso ti senti morire.
Ma secondo Kiyosaki, per trovare nuove soluzioni ai problemi bisogna cambiare, sia nel modo di fare che di pensare.
Questo ci rende in qualche modo diversi ed è proprio questo timore che ci impedisce spesso di fare quel salto di qualità che ci permetterebbe di trovare quelle soluzioni che ci servono.

Così sembra tutto difficile, molto difficile.

FARE E’ PIU’ FACILE DI DECIDERE DI FARLO

La vita, sempre secondo l’autore, è come andare in palestra: “il momento più difficile è decidere di andarci”.

Diversi anni fa andavo in piscina e ricordo distintamente questo tipo di sensazione.

Prima di partire di casa avevo sempre mille buoni motivi per non andare:
-la giornata era stata stressante;
-l’acqua è troppo fredda;
-per una sera se non ci vado non succede nulla;
-è già buio è tardi non vado.

Poi invece finita la lezione due cose rimanevano: non era stato così tremendo come pensavo e la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per se stessi.

Quando pensiamo ad un’azione che dobbiamo intraprendere, come quando dobbiamo pensare ad un esame del giorno dopo o ad un incontro di lavoro, sembra tutto estremamente faticoso e difficile.
Più di quanto in realtà non sia e lo sappiamo bene, ma continuiamo a bloccarci nella fase della decisione, anche se è ovvia.

E così decidere di fare una cosa è spesso molto più difficile che l’azione in sé.

Proprio come ogni volta che devo iniziare a scrivere un testo per un video o per un articolo come questo, per esempio (poi il risultato finale non è comunque garantito).

DONARE PER IL PIACERE DI DONARE

Quarto e ultimo concetto che mi è rimasto impresso dal libro è l’importanza di donare, di condividere.

Il vero ricco non lavora per fare soldi anzi, una cospicua parte dei propri introiti solitamente li dona.
Non ne fa una questione puramente materiale, ma parla anche della conoscenza.

Donare il proprio sapere, saper dare oltre che ricevere, è un’abilità importante, dice l’autore.
Condividere le proprie conoscenze per il solo piacere di insegnare, senza aspettarsi necessariamente un ritorno, ci permetterà anche di imparare.

Confesso che quest’ultimo punto non so se lo avrei compreso a fondo se lo avessi letto prima di aver intrapreso questa mia iniziativa tra YouTube, Podcast e sito.

Da quando ho deciso ed iniziato a condividere le mie conoscenze professionali online, ho imparato più cose che in tutti i precedenti 17 anni della mia professione.

Preparare un argomento per un video, anche se lo conosco a fondo, mi sprona ogni volta ad approfondire alcuni concetti che magari avevo tralasciato e mi permette di scoprire e studiare altri temi.

L’aver deciso di condividere online le mie esperienze mi ha permesso e mi sta dando la possibilità di approfondire quello che già sapevo e di acquisire nuove competenze.

Non avevo minimamente idea prima del 2017 di come funzionasse una fotocamera,
ne di come registrare un video,
non mi ero mai posto problematiche tipo l’audio, l’esposizione, l’ISO, i tempi di scatto.

Ho dovuto impararle perché ho deciso ed ho iniziato a fare i video su YouTube e ho scoperto che mi piacciono anche.

Poi il risultato finale è un’altra cosa.

Fine

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Danilo Torresi

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