Inutile Cercare di Piacere a Tutti – Questo è il Marketing di Seth Godin

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Quello che fate non è per tutti anzi, cercare di piacere a tutti è controproducente.

Link di Amazon: Questo è il Marketing di Seth Godin

QUESTO E’ IL MARKETING

Non abbiamo bisogno di piacere a tutti anzi è opportuno non provarci nemmeno. Questo afferma Seth Godin nel suo libro “Questo è il Marketing”.

E’ necessario concentrarsi su una cerchia ristretta e mantenere le promesse, più o meno tacite.

Quando siamo specifici e ci focalizziamo su un argomento, su una promessa, ci sarà sempre quel più o meno ristretto gruppo che ci seguirà.

Quelle persone che condividono gli stessi nostri interessi e sogni.

PIACERE A TUTTI E’ PIACERE A NESSUNO

Dobbiamo solo imparare a non cercare di piacere a tutti, perché piacere a tutti equivale a piacere a nessuno.

Se abbiamo dentro un messaggio, un cambiamento, che vogliamo apportare nel nostro mondo, questa è la via diretta.

Certo l’autore ne parla in termini di marketing, ma come tutti i libri con un messaggio, che può essere adattato a molti ambiti, in base alla situazione personale.

Puntare ad un “pubblico” ristretto ci mette nella condizione di cercare ciò che veramente conta.
Se puntiamo ad essere specifici, dobbiamo arrivare al nocciolo e tralasciare l’inessenziale.
Quando arriviamo a ciò che veramente ci fa muovere, le nostre azioni e le nostre parole sono focalizzate.

Quel focus attira i primi affini, quelli più sensibili, quelli pronti sempre a seguire le novità.

DIVENTARE FAMILIARI

Il nostro messaggio sarà martellante, ripetitivo (per noi), ma ispirante per altri.
La ripetitività “l’incessantismo” come usa chiamarlo Montemagno, ci permette di non essere più solo ricordi occasionali da dimenticare velocemente, ma di diventare familiari a quel piccolo gruppo che stiamo creando.

Gruppo che già esiste, ma deve solo trovare il magnete dal quale essere attratto.

Diventando familiari con il nostro messaggio, con il nostro focus, occuperemo una parte nella vita delle persone.

Perché il familiare è normale e il normale è degno di fiducia“.

LA NOIA CI ASSALE PRIMA CHE IL MESSAGGIO ARRIVI AI DESTINATARI

Attenzione però al divario di tempo che c’è tra la nostra percezione e quella dei destinatari del nostro messaggio.

La storia che vogliamo raccontare e che amiamo, ce la siamo ripetuta centinaia di volte, già prima di iniziare a condividerla.
Così è facile farsi prendere dallo sconforto quando vediamo che le nostre azioni non vengono subito raccolte e accolte da nessuno.

In realtà c’è un divario di tempo tra il momento in cui iniziamo ad annoiarci dei nostri progetti e il momento in cui questi fanno presa sulle persone giuste.

ESSERE IL PIU’ ECONOMICO NON PROMETTE UN CAMBIAMENTO

Può capitare allora di farsi sedurre dalla via apparentemente facile e veloce, cioè quella di cercare di essere il più “economico”.

Vuoi per pigrizia, vuoi per scarsa energia o per insicurezza, si tende a prendere ciò che qualcun altro sta portando avanti con successo, copiarlo e riproporlo in un pacchetto più conveniente.

Noi con il nostro messaggio, con il nostro progetto, cerchiamo di promettere un cambiamento alle persone che ci danno la loro fiducia.
Proporre quello che già c’è, ma a buon mercato, non promette un cambiamento, promette solo la stessa cosa, ma più economica.

Non stiamo parlando solo di soldi.
Possiamo anche stare offrendo qualcosa gratuitamente, ma se le persone non si sentono coinvolte, che sia in termini di impegno, di reputazione, di sforzo, non riterranno allora la nostra storia degna di essere raccontata.

COINVOLGERE

Quando ci sentiamo coinvolti, che sia perché abbiamo speso molto, o perché aumenta la nostra reputazione o perché ci abbiamo messo del nostro fisicamente e mentalmente, allora inventeremo una storia per giustificare il nostro impegno.

Quella storia quella promessa prende forma nella nostra mente.

Non sposiamo una causa perché è sensata, ma perché la sentiamo parte di noi.
Quella storia diventa anche la nostra.

AVER CURA DEL GRUPPO

Una volta che il nostro piccolo gruppo è formato, non bisogna però dimenticarselo.
Spesso ci si dimentica delle persone che hanno sposato la nostra storia e si guarda a coloro che non abbiamo ancora conquistato.

Non sprechiamo energie. Non ricadiamo in quello di cui abbiamo parlato all’inizio, non cerchiamo cioè il favore di tutti.

E’ molto meglio cercare di dare nuove parti di noi a chi già ci segue, piuttosto che conquistare nuovi consensi con gli argomenti che portiamo avanti da tempo.

Quando manterremo le nostre promesse sui cambiamenti che vogliamo portare nel mondo, il gruppo di persone che ci ha dato la sua fiducia non vedrà l’ora di raccontare a sua volta la nostra storia.

Quella storia, quelle promesse, che non sono più solo nostre.

Questo è abbastanza per oggi.

Fine

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Danilo Torresi

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