SOLDATI NATO SUBITO IN UCRAINA


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Soldati NATO in Ucraina. Ma guai a chiamarli così, sono “addestratori”

Il negoziato è morto prima ancora di iniziare. Tutti i politici e i media lo hanno annunciato quasi sollevati, come a dire: pericolo scampato, non rischiamo la pace.
Il motivo? L’ennesimo bombardamento russo su Kiev. Simile a tanti altri, ma abbastanza grosso da essere usato come pretesto per dire che la Russia non vuole trattare. Mentre Kiev continua a bombardare Mosca, ma quello, ovviamente, non conta.

E guarda caso l’attacco ha colpito anche un edificio dell’Unione Europea e uno britannico. Che coincidenza perfetta: così si chiude il teatrino del negoziato e si apre il sipario sulle sanzioni. Il 19º pacchetto, annunciato quasi con entusiasmo da von der Leyen e Kallas.

E adesso? Adesso si parla di mandare i soldati. Ma guai a chiamarli così: sono “addestratori”, o al massimo “forze di rassicurazione”.
I nostri missili portano speranza, i nostri proiettili sono difensivi, i nostri aerei pattugliano i cieli per la democrazia. E così il cittadino medio può bersi tranquillo lo spritz, convinto che tutto sia sotto controllo e che l’Europa stia difendendo i suoi valori.

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Danilo Torresi