CI RIEMPIONO DI BALLE


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Ci riempiono di balle ogni giorno. L’ultima? Quella dell’attacco ibrido russo all’aereo della Von der Leyen.

Doveva atterrare in Bulgaria, si oscurano i GPS, si usa la mappa cartacea e subito: “È stato Putin!”. Politici e media tutti in coro.

Poi la Bulgaria dice che non c’è stato nessun attacco, nessuna anomalia, men che meno dalla Russia. E ieri arriva pure la smentita dell’Unione Europea: “non abbiamo mai detto che era un attacco diretto alla von der Leyen”. Certo, come no. Intanto però la ruota del criceto gira: si aggiunge altra disinformazione, questa volta prodotta da noi. Ed è pure la più pericolosa, perché la riconosci a fatica.

E mentre ci raccontano queste storie, avanti con la solita agenda: altre armi a Kiev, miliardi per l’industria bellica e per pagare stipendi e pensioni ucraine, più sanzioni (siamo al 19º pacchetto), più pressioni per portare eserciti NATO in Ucraina. Tutto a vantaggio delle fabbriche di armi – americane e tedesche – e a discapito nostro, perché quei soldi vengono tolti da sanità, istruzione e servizi fondamentali.

I “volenterosi” ieri, dopo l’ennesimo incontro (credo il numero 852), hanno partorito sempre la solita ricetta: garanzie di sicurezza per Kiev. E Macron annuncia che 26 paesi sarebbero pronti a mandare truppe.

Italia e Polonia tentennano. Per motivi umanitari? Macché. Sanno che è una mossa impopolare e l’unica cosa che temono i politici è perdere il potere.

E lì le strade sono due: o servi del sistema in cambio di un bel posticino dopo la carriera. Oppure la via peggiore: provocare un incidente che faccia scoppiare la guerra, pur di restare incollati alla poltrona.

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Danilo Torresi