Peskov dice chiaro: le sanzioni non cambieranno la posizione della Russia né quella di Putin. E infatti siamo arrivati al 19º pacchetto, ma l’economia russa cresce ancora: +2,5% previsto, mentre in Europa facciamo fatica ad arrivare all’1.
Ma tranquilli, i nostri media ci dicono che i russi sono in difficoltà e che noi non stiamo messi poi così male. I bombardamenti russi sono dieci volte più intensi? No, i nostri sono “più efficaci”. Kiev perde territori ogni giorno? Non importa, basta sopravvivere, dice Zelensky. Senza soldati? Non conta, fanno differenza i droni. Però i numeri contano se si tratta di dire che ci sono 10.000 nordcoreani in Russia o 50.000 volontari in meno nell’esercito russo. Lì diventano fondamentali.
Insomma, quando serve i numeri valgono, quando non conviene, i numeri non contano. Una narrazione schizofrenica che serve a dire due cose insieme: “stiamo vincendo” e “abbiamo bisogno di altre armi”. E infatti eccoci: altri sistemi Patriot, altre difese aeree, altri miliardi europei.
La domanda è semplice: tutti i miliardi già mandati, tutte le armi promesse, i Patriot annunciati, dove sono finiti? Perché a ogni giro siamo sempre da capo, con più armi da comprare e più soldi da spendere. Ma una decisione che sia davvero nel nostro interesse, l’abbiamo mai vista?
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