LA POLONIA CONTRO L’EUROPA 🇵🇱💥🇪🇺


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Tralasciamo un attimo i Tomahawk, perché oggi tocca a un’altra storia surreale.
In Polonia è stato arrestato Volodymyr Z., ucraino accusato di essere tra gli esecutori del sabotaggio del Nord Stream, il gasdotto che serviva Germania ed Europa centrale.

La Germania lo cercava da mesi.
Aveva emesso un mandato d’arresto e avvisato Varsavia, ma l’ucraino, giusto in tempo, era “miracolosamente” scappato in Ucraina.
Già allora qualcuno aveva ipotizzato che i servizi polacchi avessero dato una mano.

Ora il tipo è tornato in Polonia — sapendo di essere ricercato — e lo arrestano.
Berlino chiede l’estradizione.
E Tusk, il premier polacco, risponde: “No.”
La Polonia non estraderà l’ucraino ricercato per il sabotaggio del Nord Stream.

Testuale parole di Tusk: “Il problema non è che il Nord Stream 2 sia stato fatto saltare in aria, ma che sia stato costruito.”

Cioè: il problema non è l’attentato a un’infrastruttura strategica europea, ma il fatto che esistesse.

Nel frattempo Germania ed Europa centrale hanno perso miliardi, affrontato crisi energetica, inflazione e crollo industriale.
Ma per l’“Europa di Tusk” — quella che include Polonia, Ucraina e Lituania — non conta.

A questo punto il dubbio viene: forse l’ucraino è tornato in Polonia perché sapeva di essere al sicuro?
Meglio una cella polacca che il fronte ucraino.

E intanto riecheggiano le parole della Merkel: “Polonia e Paesi baltici hanno sabotato i dialoghi con Mosca prima del 2022.”

Alla faccia degli alleati.
Pensa se si definivano nemici.

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Danilo Torresi