PETROLIO ALLE STELLE E CACCIA RUSSI IN LITUANIA


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Ennesima gravissima minaccia russa.
La Russia continua a provocare l’Europa.

Dopo i droni di polistirolo sulle conigliere in Polonia,
gli “sconfinamenti” dei caccia nel Mar Baltico,
i droni non identificati (quindi ovviamente russi) sugli aeroporti europei,
e l’aereo della Von der Leyen costretto ad atterrare con le mappe cartacee
perché hackerato da Mosca,
ecco una nuova provocazione.

A lanciare l’allarme è la Lituania.
Due aerei militari russi sarebbero entrati nel suo spazio aereo per…
18 secondi.
Sì, diciotto.
Penetrazione profonda: ben 700 metri.
Roba seria, eh.

Ora dicono che bisogna reagire.
Servono nuove sanzioni, più armi,
riarmo per difendere l’Europa.
Del resto, i diciannove pacchetti di sanzioni finora
hanno funzionato così bene che l’economia russa
“sta per crollare”.

Infatti cresce più del doppio della media europea.
Ma dettagli.

Trump intanto annuncia nuove sanzioni
a due società petrolifere russe.
Celebrazioni per l’ennesima, apparente, giravolta di Trump.

Reuters: i prezzi del petrolio sono saliti del 5% in un giorno,
Ottimo risultato.
Le sanzioni fanno aumentare il prezzo,
ma solo per noi.

Eh, ma è un sacrificio giusto, dicono.
Un colpo durissimo alle casse russe.

Peccato che, come spiega Alexandra Prokopenko,
ex consulente della Banca Centrale Russa,
una buona parte del commercio di petrolio è in yuan e rubli,
quindi “l’impatto sarà limitato”.

Eh no, non si ragiona così!
Non si possono criticare le scelte politiche che ci stanno affossando.
Questi sono discorsi da filorusso.
Zitti: abbiamo quasi vinto.

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Danilo Torresi