POKROVSK STA PER CADERE, MA NON SI PUÒ DIRE


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Pokrovsk sta per cadere.
Ma non si può dire.
I Pigiamati Mimetici non vogliono sentirlo, e i media fanno finta di niente.
Perfino l’ISW prova a girarci intorno: “Le forze russe stanno ottenendo guadagni significativi, ma questo non preannuncia l’imminente crollo delle difese ucraine”.
Ah no? E cosa lo preannuncia allora, la conquista di Marte?

Intanto Pokrovsk, una delle roccaforti ucraine fortificate dal 2014, sta cadendo.
E mentre accade, succedono due cose:
1️⃣ Negazione. Non sta accadendo.
2️⃣ Minimizzazione. È piccola, non cambia nulla.

Con i sempreverdi: “i russi ci hanno messo troppo tempo e hanno perso tanti uomini, quindi abbiamo vinto noi”.
Abbiamo perso territori ma abbiamo vinto.
Logica magica del 2025.

Dopo quasi quattro anni di guerra i fatti sono semplici:
• L’Ucraina è devastata e sopravvive solo coi nostri soldi;
• L’esercito, super armato dall’Occidente, è a pezzi;
• Il 20% del territorio è sotto controllo russo;
• L’Europa è in crisi economica, energetica e industriale;
• Siamo al 19° pacchetto di sanzioni che danneggiano noi più di Mosca;
• E ci stiamo indebitando per 6.800 miliardi entro il 2035 per riarmarci.

Chi ci guadagna? Gli Stati Uniti.
Chi ci perde? Tutti gli altri.

Ma tranquilli eh, ci dicono che “la Russia sta per fallire” e “il rublo è carta igienica”.
Anche fosse vero mi sembra una magra consolazione.
A me non basta per dire che è stato un successo

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Danilo Torresi