SE FAI DOMANDE SULLE GUERRE SEI IL PROBLEMA


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Se la Russia dovrà pagare per la ricostruzione dell’Ucraina,
anche Israele dovrà farlo per Gaza?
Domanda lecita, no?

Beh, un giornalista per averla fatta è stato licenziato.
Si chiama Gabriele Nunziati, lavorava per l’agenzia Nova a Bruxelles.
La domanda l’aveva rivolta alla portavoce della Commissione UE, Paula Pinho.
Motivo ufficiale del licenziamento: “domanda fuori luogo”.

Perché — dicono — la Russia ha invaso un Paese sovrano senza essere provocata,
mentre Israele è stato attaccato.
Punto.
Niente discussione, niente approfondimento.
Solo una linea: non si fanno domande scomode.

Viviamo in un mondo sottosopra — sì, come Stranger Things.
Chi manda armi è un “pacifista”.
Chi parla di diplomazia è “filorusso”.
Chi sposta miliardi nelle armi “difende la democrazia”.
Chi le contesta “è ignorante”.

Chi stermina i bambini difende i diritti umani.
Chi protesta contro i massacri diventa “amico dei terroristi”.
E oggi è più grave mostrare le immagini dello sterminio che compierlo.

I giornalisti che ripetono la linea del potere vengono premiati.
Quelli che fanno domande, invece, vengono cacciati.

Ormai funziona così:
mai fuori dai binari, mai oltre la narrazione preconfezionata.
Buoni, cattivi. Aggressori, aggrediti.
E se provi a ragionare un po’ di più, sei tu il problema.

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Danilo Torresi