Il decreto accise in Italia non ha funzionato, nemmeno per il referendum.
È stato varato pochi giorni prima nel tentativo di recuperare consenso, ma non ha prodotto effetti, e la vittoria del No ha reso evidente il fallimento.
Oggi, venerdì 3 aprile, un Consiglio dei ministri lampo a Palazzo Chigi ha affrontato nuovamente la questione.
Mentre vengono presi questi appunti, è attesa la conferenza stampa.
Il problema è che la proroga del taglio delle accise rischia di essere ormai inutile.
I prezzi dei carburanti sono saliti alle stelle, ampiamente sopra i 2 euro al litro, senza segnali di inversione.
Questo è legato alla guerra contro l’Iran, che sta avendo effetti diretti sul costo dell’energia.
Le coperture per la proroga del decreto, che era temporaneo, sono limitate.
la Repubblica titola: “CDM lampo a Palazzo Chigi. L’allerta di Giorgetti sui conti, il nuovo decreto ha esaurito i soldi per gli aiuti.”
Nel frattempo, un articolo de Il Fatto Quotidiano evidenzia problemi anche sul decreto bollette.
A causa delle regole dell’Unione Europea, sono stati sospesi gli aiuti alle imprese energivore, perché considerati aiuti di Stato non autorizzati.
Questo significa che il decreto deve essere riscritto e sottoposto all’approvazione dell’Unione Europea.
Se sul decreto accise la proroga potrebbe non cambiare nulla nella sostanza, sul decreto bollette l’impatto è più concreto.
Gli aumenti dell’energia sono significativi e si faranno sentire ancora di più nei prossimi mesi.
Gli aiuti previsti, inizialmente stimati in circa 5 miliardi per famiglie e imprese, rischiano di ridursi a meno di 2 miliardi.
La proroga del taglio delle accise, che attualmente scadeva il 7 aprile, prevedeva uno sconto di circa 25 centesimi al litro.
Secondo il Corriere della Sera, potrebbe essere estesa fino al primo maggio, con un costo stimato di almeno 600 milioni di euro.
Lo scenario attuale, legato alla guerra in Iran, è di aumento generalizzato dei prezzi dell’energia e dei carburanti.
La pressione su famiglie e imprese diventa sempre più pesante.
Si parla di possibili aiuti mirati, bonus selettivi e sostegni temporanei.
Ma il problema è sempre lo stesso: mancano le coperture finanziarie.
Tutto resta in fase di studio e di discussione, senza interventi strutturali.
Nel frattempo, il governo potrebbe valutare la richiesta di sospendere il patto di stabilità dell’Unione Europea, vista la revisione al ribasso della crescita del PIL prevista per quest’anno e per il prossimo.
Le stime sono state addirittura dimezzate secondo Standard & Poor’s, e il deficit rischia di salire oltre il 3% del PIL, invece di scendere al 2,8%.
Questo scenario si verificherebbe anche se la guerra dovesse prolungarsi solo per un altro mese.
E il problema resta lo stesso: non ci sono spazi di manovra.
Secondo il World Economic Forum, lo shock energetico che stiamo subendo rischia di essere paragonabile, se non peggiore, alla recessione vissuta durante il Covid.
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