Durante l’informativa di Meloni alle Camere, dopo la sconfitta referendaria, quello che emerge è esattamente quello che ci si poteva aspettare:
Meloni nega ogni indebolimento e non cambia nulla.
Dice chiaramente:
“non scapperemo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo”.
Tradotto: nessun rimpasto, si va avanti così.
Non ammette davvero la sconfitta.
La definisce un’occasione perduta, ma non riconosce che il governo è stato respinto dagli elettori.
E quindi la linea è: andiamo avanti come prima.
Anzi, Meloni passa all’autodifesa e all’autocelebrazione.
Sulla politica estera:
•rivendica l’equilibrio del governo nel blocco occidentale
•difende il rapporto con gli Stati Uniti
•fa una timida critica a Israele, dicendo che “ha passato il segno”
•giustifica i viaggi nel Golfo per cercare energia
Ma:
•non condanna nettamente la guerra in Iran
•non chiarisce la questione delle basi militari italiane
Sull’economia, stesso schema.
Dice:
•i salari stanno crescendo
•ci sono 1,2 milioni di occupati stabili in più
•c’è stato un recupero del potere d’acquisto
Ma qui il problema è evidente.
I dati dicono altro:
•i salari sono ancora sotto i livelli del 2021
•il potere d’acquisto non è stato recuperato
•l’aumento dell’occupazione è legato soprattutto a:
•over 50
•allungamento dell’età pensionabile
Sul tema più sensibile, quello dei carburanti:
Meloni rivendica il taglio delle accise di 25 centesimi,
dice che sta funzionando.
Ma:
•è costato circa 1 miliardo di euro
•i prezzi continuano a salire
•il diesel resta sopra i 2 euro
Quindi dire che funziona è propaganda, non realtà.
Altro nodo: la sanità.
Meloni dice:
•abbiamo stanziato il livello più alto di sempre
Ma qui c’è il punto chiave.
Se aumenti la spesa meno dell’inflazione, in realtà stai tagliando.
Esempio semplice:
•oggi spendi 1000
•domani, con l’inflazione, per comprare le stesse cose servono 1500
•tu stanzi 1200
Nominalmente hai aumentato.
Ma in realtà stai spendendo meno.
Il governo:
•non ammette errori
•non cambia linea
•rivendica risultati che non si vedono
E soprattutto:
•non è riuscito a portare a casa le riforme principali:
•giustizia
•autonomia differenziata
•premierato
•ponte sullo Stretto
E anche i provvedimenti minori spesso hanno creato:
•confusione
•contraddizioni
•più problemi che soluzioni
Viviamo in una fase in cui l’apparire conta più dell’essere.
E il governo ha capito perfettamente il meccanismo:
dire che va tutto bene porta più consenso che sistemare davvero le cose.
Ma la realtà è un’altra.
La vedete da soli:
•quando fate spesa
•quando fate benzina
•quando pagate le bollette
•quando fate una visita medica
•quando mandate i figli a scuola
Lì non c’è comunicazione.
C’è la realtà.
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