GUERRA E INSIDER TRADING | QUALCUNO INCASSA, TRUMP RINVIA


Logo Geometra copia4

La situazione è questa: Trump torna a minacciare, ma di più, di fatto, non può fare. Basta vedere i titoli dei giornali: il Corriere della Sera apre con “non userò l’atomica”, però subito dopo parla di Stati Uniti pronti all’attacco su Hormuz se salta la tregua in Iran. La stessa linea la ritroviamo su la Repubblica: attacco pronto, Mar Rosso paralizzato, ma niente atomica.

Il punto però è un altro. Quella tregua di cui parlano è la stessa che Trump continua a rimandare, quell’ultimatum che viene spostato ogni volta che arriva a scadenza. E questo dimostra una cosa molto semplice: gli Stati Uniti non hanno la possibilità di attaccare.

Nel frattempo parte la solita narrazione mediatica. Articoli su Khamenei ferito, sfigurato, che non appare in video e comunica con i pizzini, le solite storie sulle divisioni interne iraniane, sul presunto crollo imminente. Sempre lo stesso schema: sminuire il nemico, descriverlo in difficoltà. E infatti anche Trump, nelle sue dichiarazioni, continua su questa linea: dice che è l’Iran a non avere tempo, che resisterà poco, quando invece è evidente che, in questo momento, gli Stati Uniti sono in difficoltà.

Poi certo, si parla di piani militari, di preparazione di attacchi nello Stretto di Hormuz, di neutralizzazione delle mine iraniane e delle imbarcazioni leggere. Ma restano minacce. Nel frattempo Israele è chiaramente il soggetto che non vede l’ora che questa tregua salti: il ministro della difesa lo dice apertamente, aspettano il via libera per riportare l’Iran all’età della pietra e completare l’eliminazione della dinastia Khamenei. Tradotto: il peggior nemico della tregua è l’alleato degli Stati Uniti.

E questa guerra, dopo quasi due mesi, sta dimostrando una cosa molto chiara: gli Stati Uniti non sapevano perché l’hanno iniziata. Hanno sopravvalutato le loro capacità e sottovalutato la resistenza dell’Iran, e non hanno raggiunto nessuno degli obiettivi dichiarati. Eppure continuano a raccontare di avere il controllo della fase negoziale, quando in realtà è l’Iran che ha sempre dettato le condizioni e le linee rosse, senza mai spostarsi di un millimetro.

Mentre Trump continua a minacciare distruzione totale, continua anche a rimandare gli ultimatum, e questo ha un effetto diretto molto concreto. Questa guerra sta causando una vera crisi energetica, con prezzi del petrolio e del gas in aumento, scarsità delle materie prime, tutto legato al blocco dello Stretto di Hormuz. L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che il mercato del GNL resterà molto ristretto fino al 2027. Non settimane, ma anni.

Secondo il loro rapporto, i danni alle infrastrutture in Qatar sono talmente ingenti che serviranno almeno due anni per tornare alla normalità, e i nuovi progetti non basteranno a compensare. Questo significa una cosa sola: bollette alte, energia cara, carburanti costosi per lungo tempo, soprattutto in Italia e in Europa, dove produciamo energia proprio con gas e petrolio.

E qui c’è un altro problema. Oltre agli effetti esterni, che non controlliamo, c’è anche una incapacità interna. L’Italia oggi non ha risorse per intervenire seriamente, si continua a dare la colpa al superbonus, ma dopo quattro anni è evidente che non regge più come spiegazione. Il problema è che non si riesce a prevedere, a pianificare, a fare manovre sensate.

Poi c’è un’altra questione, che sembra marginale ma non lo è. Il caso del soldato americano accusato di aver guadagnato 400.000 dollari scommettendo sulla cattura di Maduro usando informazioni riservate, riportato dal The Washington Post. Il nome è Gannon Ken Van Dyke, accusato di aver sfruttato informazioni classificate per piazzare scommesse su piattaforme come Polymarket.

E qui il punto diventa interessante. Su questi siti si scommette su tutto, eventi militari, politici, decisioni, qualsiasi cosa, e questo è insider trading, cioè usare informazioni riservate per guadagnare soldi. Il problema è che questo caso potrebbe non essere isolato: a Washington c’è il sospetto che molti utilizzino account anonimi e prestanome per sfruttare informazioni interne. Perché ogni dichiarazione, ogni attacco, ogni annuncio — dal cessate il fuoco al blocco navale — muove miliardi sui mercati.

E qualcuno lo sa prima.

Il punto è proprio questo: i 400.000 dollari fanno quasi sorridere, perché il vero problema è su milioni o miliardi. E allora viene il dubbio che questi casi vengano mostrati per dire “vedete? il sistema funziona, li becchiamo”, le mele marce, i piccoli truffatori. Ma sembrano più figure sacrificabili, esempi da esporre per far credere che il problema sia tutto lì.

Quando invece il sospetto è un altro: che il fenomeno sia molto più diffuso e che questi casi servano solo a dimostrare che il marcio è circoscritto, quando probabilmente non lo è.

_____________________
Grazie per aver letto questo articolo!
Se ti è piaciuto, considera di abbonarti 👈 qui.

Con il tuo sostegno, potrò continuare a produrre contenuti di qualità e a condividere le mie conoscenze e le mie idee con te, sia attraverso il sito che attraverso i miei video su YouTube.
Grazie per il tuo supporto!

Danilo Torresi