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ECOBONUS 2019 gli INTERVENTI per il Risparmio Energetico sulla Casa (2 di 3)

Affrontiamo gli interventi sulla casa connessi all’Ecobonus 2019

Questo è il secondo di tre articoli che vanno a completare la questione Ecobonus.
Articolo precedente: ECOBONUS 2019 Le DETRAZIONI per il Risparmio Energetico sulla Casa (1 di 3)
articolo successivo: ECOBONUS 2019 le REGOLE e gli ADEMPIMENTI per il Risparmio Energetico sulla Casa (3 di 3)

Nel precedente abbiamo visto in cosa consiste l’Ecobonus, cioè le detrazioni connesse agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Abbiamo visto in particolare quali sono le percentuali e come sono variate negli anni in base agli interventi.

PREMESSA

Oggi vediamo invece quali sono questi interventi e vedremo qual’è l’ammontare massimo di detrazione possibile per ognuno di essi.

Nel prossimo articolo invece andremo a vedere le regole e gli adempimenti necessari per poter accedere alle agevolazioni.

Gli interventi che tratterò oggi saranno gli stessi che sono indicati nella sua guida e cioè:
-la riqualificazione energetica;
-gli interventi sugli involucri;
-l’installazione di pannelli solari;
-la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
-le schermature solari;
-i generatori a biomasse;
-i dispositivi multimediali.

REMINDERS

Prima però di vedere punto per punto l’elenco che vi ho appena fatto, vi ricordo come sempre che tutti i contenuti che pubblico li potete guardare come video su YouTube , ascoltare come audio nel Podcast  e leggere come articolo in questo sito.

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LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Partiamo finalmente con il primo dei sette punti che vedremo in questo articolo e cioè la riqualificazione energetica.

Questa è l’unica delle voci che può comprendere all’interno di essa quelle successive che andremo a trattare.

E’ la meno specifica, ma è una di quelle con il valore più alto di detrazione possibile, 100.0000 euro.

La detrazione si riferisce all’intero edificio e quindi in caso di condomini va ripartita proporzionalmente tra i vari condòmini che ne fanno parte.

In pratica mediante i lavori, se si raggiungono indici di prestazione energetica per il riscaldamento invernale non superiori a quelli indicati nella tabella A del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dell’11 marzo 2008 , si può accedere alla detrazione.

Non sono specificate quali opere bisogna realizzare, l’importante è raggiungere le prestazioni energetiche necessarie.

Conta quindi il risultato e cioè la riduzione del fabbisogno energetico annuo per il riscaldamento del fabbricato.

Perciò non c’è una categoria specifica per gli interventi di riqualificazione energetica. E’ ammesso alla detrazione qualsiasi intervento (o serie di interventi) che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, rispettando i parametri richiesti dalla norma.

Un tecnico abilitato e specializzato nella progettazione di questi tipi di interventi, saprà consigliarvi le scelte più opportune, dopo un’attenta valutazione dell’edificio.

Gli indici per misurare il risparmio energetico sono influenzati dal tipo di edificio, dalla zona climatica in cui è ubicato e dal rapporto di forma.
Il rapporto di forma è un valore che scaturisce dal rapporto matematico tra la superficie disperdente ed il volume riscaldato (S/V).
In pratica la forma e il dimensionamento dell’edificio determinano il coefficiente.

L’indice di risparmio energetico va calcolato sull’intero edificio, non sulle singole unità.

Come accennato, anche la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o la sostituzione degli infissi concorrono al raggiungimento dell’indice di prestazione energetica.
Interventi che possono anche essere detratti singolarmente, ma con un limite massimo rispettivamente di 30.000 e 60.000 euro.
Se invece grazie ad essi si raggiunge un indice di prestazione energetica non superiore a quello indicato dalla norma, allora la detrazione massima passa a 100.000 euro.

Quando si consegue un indice congruo si parla di “qualificazione energetica dell’edificio”.

INTERVENTI SUGLI INVOLUCRI

Rientrano tra gli interventi detraibili, con un valore massimo di 60.000 euro, quelli sugli involucri.

Quando si parla di involucri si intendono le pareti verticali, le pareti orizzontali (tipo i solai o le coperture) e gli infissi.
Tutto ciò che delimita la superficie esterna dell’edificio.

Debbono rispettare determinati requisiti di trasmittanza, a tal proposito se volete approfondire vi lascio in descrizione alcuni link delle normative.
CIRCOLARE N. 21/E
DECRETO 11 marzo 2008
DECRETO 26 gennaio 2010
RISOLUZIONE N. 12/E
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2006, n. 311

Vi ricordo che dal 01 gennaio 2018 la percentuale per la sostituzione degli infissi è passata dal 65% al 50%.

Importante: per poter usufruire dell’agevolazione ci deve essere un risparmio energetico conseguente agli interventi e questo risparmio deve essere certificato da un tecnico.

Anche le spese delle prestazioni professionali dei tecnici sono detraibili.

PANNELLI SOLARI

Passiamo quindi ai pannelli solari, che possono anch’essi essere detratti, per un valore massimo di 60.000 euro.

Con pannelli solari si intendono quelli per la produzione di acqua calda, sia per uso domestico che industriale che per le piscine, per tutte quelle strutture in cui è richiesta la produzione di acqua calda.

In questi casi, ai fini della detrazione, due cose sono importanti da rispettare:
-i pannelli e i bollitori devono avere una garanzia di almeno cinque anni, di due anni invece per gli accessori e componenti tecnici;
-devono essere certificati e conformi alle norme UNI 12975 e 12976.

Nel particolare caso di impianto termoidraulico che produca energia elettrica e termica in modo combinato, può essere detratta una percentuale in proporzione all’energia termica prodotta.

A tal proposito vi lascio nella descrizione la risoluzione 12/2011 dell’Agenzia delle Entrate.

SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE

Con una detrazione massima di 30.000 euro invece rientrano nelle agevolazioni la sostituzione, anche parziale, di impianti esistenti con impianti con caldaia a condensazione.
Per la climatizzazione invernale.

Sostituzione è la parola chiave perché possono essere detratti solo gli interventi su impianti già esistenti.

Per quanto riguarda invece l’installazione su edifici eventualmente sprovvisti, non è possibile detrarre la spesa a meno che non sia con un generatore con caldaia a biomasse (dal primo gennaio 2015).

Come ho detto nell’articolo precedente:
-dal primo gennaio 2018 la percentuale detraibile per le caldaie a condensazione, almeno di classe A, è del 50%.
-Sempre per le stesse caldaie almeno di classe A, ma con un sistema di termoregolazione evoluto, la percentuale ritorna al 65%.
-Mentre quelle inferiori alla classe A non sono detraibili.

Anche la sostituzione con pompe di calore o impianti geotermici sono agevolabili.

Sempre inerenti agli interventi di sostituzione degli impianti esistenti sono anche agevolabili:
-le spese per la trasformazione da impianti autonomi a impianti centralizzati con contabilizzatori di calore;
-le spese per la sola installazione dei contabilizzatori di calore;

Non è invece possibile per il passaggio inverso, cioè da impianti centralizzati ad impianti autonomi.

sono detraibili inoltre le spese professionali e le opere murarie funzionali agli interventi: ad esempio l’apertura e la chiusura delle tracce, la rimozione e il rifacimento del pavimento nel caso di montaggio di pannelli radianti ecc..

Le opere funzionali devono essere individuate da un tecnico abilitato.

SCHERMATURE SOLARI

Nella misura massima di 60.000 euro è riconosciuta la detrazione per l’installazione (l’acquisto e il montaggio) delle schermature solari.

Con il decreto 311/2006 potete approfondire tutte le info necessarie.

In breve possono essere tratte dalle spese:
-il 65% di quelle tra il primo gennaio 2015 e 31 dicembre 2017;
-il 50% tra il primo gennaio 2018 e il 31 dicembre 2019.

GENERATORI DI CALORE A BIOMASSE

Valgono gli stessi periodi e le stesse percentuali delle schermature solari, ma con una somma massima di detrazione di 30.000 euro invece che 60.000, per l’installazione di generatori di calore a biomasse.

Come ho accennato poco fa, anche le nuove installazioni possono essere agevolate e non solo le sostituzioni (sempre su edifici esistenti).

Anche in questi casi le spese accessorie, professionali e funzionali alla realizzazione degli interventi, sono detraibili.

DISPOSITIVI MULTIMEDIALI

Senza tetto di detrazione massima invece, per una percentuale del 65%, tra il primo gennaio 2016 il 31 dicembre 2019, sono agevolabili le spese per l’acquisto e l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti termici.

Dispositivi che debbono necessariamente consentire:
-l’accensione e lo spegnimento da remoto;
-la programmazione settimanale sempre da remoto;
-la possibilità di controllare i consumi energetici;
-il controllo delle condizioni di funzionamento e la temperatura di regolazione degli impianti.

In pratica il fine è rendere consapevole quanto più possibile l’utente dell’entità dei consumi energetici, così da poter gestire al meglio gli impianti e ridurre gli sprechi.

Non sono ammesse alle detrazioni le spese per l’acquisto di cellulari o tablet necessari per il controllo a distanza.

CONCLUSIONI

Con questo termino il secondo dei tre episodi relativi all’Ecobonus.

Nel prossimo vedremo le regole e gli adempimenti necessari per poter accedere alle detrazioni, così da evitare errori che pregiudicherebbero il bonus.

A presto.

____________________________

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Danilo Torresi

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ECOBONUS 2019 Le DETRAZIONI per il Risparmio Energetico sulla Casa (1 di 3)

L’ECOBONUS da la possibilità di detrarre dall’Irpef e dall’IRES una percentuale delle spese connesse gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Questo è il primo di tre articoli che vanno a completare la questione Ecobonus.
secondo articolo: ECOBONUS 2019 gli INTERVENTI per il Risparmio Energetico sulla Casa (2 di 3)
terzo articolo: ECOBONUS 2019 le REGOLE e gli ADEMPIMENTI per il Risparmio Energetico sulla Casa (3 di 3)

In questo articolo tratterò la questione ECOBONUS e cioè le detrazioni connesse agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Sarà il primo di tre articoli, essendo un argomento corposo lo suddividerò in tre:
-nel primo andremo a vedere in cosa consiste l’ECOBONUS;
-nel secondo quali sono gli interventi;
-nel terzo le regole e gli adempimenti.

REMINDERS

Prima come al solito vi ricordo che potete trovare le pubblicazioni degli argomenti che tratto sia come video su YouTube , ascoltarli come audio sul Podcast , oltre che leggere come articolo in questo sito.

Potete iscrivervi alla newsletter  e riceverete nella casella di posta l’avviso delle nuove uscite. Inoltre c’è il canale Telegram  al quale potete iscrivervi sempre per rimanere aggiornati sulle novità.

PANORAMICA

Facciamo quindi una breve panoramica sull’argomento che andremo a trattare.

La percentuale del 65% è stata prorogata anche per tutto il 2019, fino al 31 dicembre 2019, percentuale che riguarda la detrazione delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. (legge bilancio)

Alcune delle novità introdotte nel 2018 sono state mantenute anche per il 2019 e sono:

-la percentuale per le spese di acquisto e montaggio di finestre ed infissi, schermature solari, caldaia condensazione in sostituzione dell’esistente, è rimasta pari al 50%.

-Sempre al 50% e fino a 30.000 € di detrazione massima, per acquisto e montaggio di un impianto di riscaldamento a biomasse.

-Non sono agevolabili le caldaie a condensazione inferiori alla classe A.

– Detrazione del 65% per un massimo di 100.000 € per l’acquisto e il montaggio di micro-cogeneratori in sostituzione dell’impianto esistente.
(Ho intenzione di approfondire in un articolo dedicato, cosa sono e quali sono i vantaggi dei micro-cogeneratori) ai fini di quest’articolo è sufficiente sapere che sono degli impianti che producono contemporaneamente calore ed energia elettrica.

– Sempre del 65% è la detrazione sulla spesa per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con apparecchi ibridi (pompa di calore più caldaia a condensazione), o per l’acquisto e l’istallazione di generatori di aria calda a condensazione.

Quindi:
50% per caldaie a condensazione almeno di classe A;
65% per caldaie a condensazione più sistema di termoregolazione e voluta (REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 811/2013 DELLA COMMISSIONE 811/2013).

Per quanto riguarda le detrazioni sugli interventi sulle parti comuni dei condomini e sulle singole unità facenti parte dell’edificio, sono state prorogate fino al 31 dicembre 2021.
Strettamente legate al “sisma bonus”, ho trattato questo argomento nell’articolo “SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019)“.

Di base la detrazione sui condomini è del 70% e del 75%, con un tetto massimo di spesa di € 40.000 da moltiplicare per il numero di unità di cui è composto l’edificio, (a patto che si conseguaono determinati indici di prestazione energetica).

Dal 2018 è possibile cedere il credito della detrazione anche per gli interventi di riqualificazione energetica per le singole unità oltre che quelli legati alle parti comuni dei condomini.

L’Enea è l’ente preposto alla verifica dei documenti e dei sopralluoghi per verificare i requisiti necessari alle agevolazioni.

IN COSA CONSISTE L’AGEVOLAZIONE

Fatta questa (non troppo breve) panoramica, entriamo nei particolari e vediamo in cosa consiste l’agevolazione di cui stiamo parlando.

Vi avviso, vi annoierò, la parte delle percentuali è abbastanza confusionaria e necessita di un po’ di attenzione.

È possibile detrarre dall’Irpef e dall’IRES una percentuale delle spese connesse interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

In particolare per le spese sotenute per:
la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre,comprensive di infissi)
l’installazione di pannelli solari
la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2019, l’agevolazione è prevista anche per l’acquisto e la posa in opera:

delle schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro
di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Inoltre, la detrazione è stata estesa anche alle spese effettuate, tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative, finalizzati ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento più efficiente degli impianti.

Infine, per gli anni 2018 e 2019 è prevista anche:
per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori, in sostituzione di impianti esistenti
per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi
per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

QUANTO SI PUO’ DETRARRE

Quali sono le percentuali di trazione?

Le percentuali hanno subito diverse variazioni degli anni:

1) il 55% per le spese sostenute fino al 05 giugno 2013.

2) il 65% delle spese dal 06 giugno 2013 al 31 dicembre 2019 sulle singole unità.
Percentuale che però ha subìto una riduzione al 50% per alcuni interventi dal 01 gennaio 2018 che sono:
-acquisto e posa finestre più infissi;
-acquisto e posa schermature solari;
-sostituzione impianti di climatizzazione invernale con caldaia condensazione di classe A (almeno) o con biomasse.
Se le caldaie a condensazione sono dotate di termoregolazione evoluta, allora l’agevolazione rimane al 65%

3) il 65% per le spese che vanno dal 06 giugno 2013 al 31 dicembre 2021, che riguardano interventi sulle parti comuni dei condomini e sulle singole unità che ne fanno parte.
Anche per questi vale la riduzione al 50% per quegli interventi che abbiamo visto al punto precedente.

4) il 65% per le spese che vanno dal 01 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 e che riguardano:
-acquisto e installazione di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino ad un valore massimo di detrazione di € 100.000 (a patto che si raggiunga un risparmio di energia di almeno il 20%);
-sostituzione di impianti di climatizzazione invernali con apparecchi ibridi (pompa di calore più caldaia condensazione) importante: debbono essere concepiti come un unico sistema cooperante direttamente dal fabbricatore e non assemblati sul posto;
-acquisto e installazione di generatori a condensazione di aria calda.

Nei quattro punti che ho elencato, una delle cose a cui fare attenzione è la corretta individuazione della data che compete la detrazione, per poter applicare la corretta percentuale per lo specifico intervento:
-per le persone fisiche vale la data dell’effettivo pagamento;
-per le persone giuridiche (le attività) vale la data di ultimazione delle prestazioni.

Inoltre, come abbiamo visto negli articoli sulle agevolazioni per i lavori edili:

RISTRUTTURAZIONE del BAGNO – Posso Detrarre la Spesa?
Come detrarre la spesa del BOX e Posto Auto
Come DETRARRE l’acquisto di IMMOBILI già RISTRUTTURATI
RISTRUTTURAZIONE hai DIMENTICATO la comunicazione all’ENEA?
BONUS MOBILI 2019 (ed Elettrodomestici) Come Detrarre la spesa
SISMA BONUS Abitazioni e locali per Attività Produttive (2019)
SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019)
Agevolazioni per Acquisto di CASE ANTISISMICHE (Decreto Crescita 2019)
Guida RISTRUTTURAZIONE Casa DETRAZIONE Fiscale 2019
Guida RISTRUTTURAZIONE Condominio DETRAZIONE Fiscale 2019
L’IVA RIDOTTA nelle RISTRUTTURAZIONI (2019)

quando gli stessi lavori proseguono a cavallo di due o più anni, concorrono tutti all’ammontare massimo delle detrazioni consentite.

Se la somma detraibile annualmente supera le imposte dovute, non è previsto rimborso. La parte eccedente viene persa.

NEI CONDOMINI

Vediamo adesso il caso dei condomini e degli interventi sulle parti comuni.

Dal 2017, se si raggiungono determinati indici è possibile detrarre:
Il 70% delle spese per interventi sull’involucro, interventi che devono essere superiori al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio;
il 75% delle spese per interventi che determinano un miglioramento della prestazione energetica dell’edificio. Con almeno qualità media come indicato nel Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015.

Percentuali che sono valide per le spese sostenute nel periodo tra il 01 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021. Con tetto massimo di spesa di 40.000 € da moltiplicare per il numero delle unità di cui è composto l’edificio.

Per dimostrare il raggiungimento di indici è necessario incaricare un professionista abilitato di redarre un APE (attestato di prestazione energetica).

Ovviamente un’attestazione non veritiera determina la perdita dell’agevolazione.

Le detrazioni passano all’80% e all’85% con un tetto massimo di 136.000 € se gli interventi sono finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico sugli edifici che sono ubicati nelle zone sismiche 1,2 e 3.
Ho trattato quest’argomento nell’articolo “SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019)

CHI PUO’ USUFRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI

Vediamo adesso chi può usufruire delle agevolazioni:

– le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
– i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di
persone, società di capitali)
– le associazioni tra professionisti
– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
Dal 2018, inoltre, le detrazioni per tutte le tipologie di interventi di efficienza energetica possono essere usufruite anche:
– dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti, costituiti e già operanti alla data del 31 dicembre 2013 nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”.
Le detrazioni spettano per gli interventi di efficienza energetica realizzati su
immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia
residenziale pubblica
– dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
Per il 2017, invece, gli Istituti autonomi per le case popolari potevano usufruire solo delle maggiori detrazioni del 70 e 75%.

ATTENZIONE
I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali che utilizzano nell’esercizio della loro attività imprenditoriale (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 340/2008).
Per esempio, non possono usufruire dell’agevolazione le imprese di costruzione,
ristrutturazione edilizia e vendita, per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su immobili “merce” (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 303/2008).
Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche:
– i titolari di un diritto reale sull’immobile
– i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali
– gli inquilini
– coloro che hanno l’immobile in comodato.

Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico – FEBBRAIO 2019
Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:
– il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto
dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
– il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64/2016).

Anche per gli interventi finanziati con il leasing sono possibili e detrazioni. Non contano però i canoni, ma gli effettivi costi sostenuti dalla società di leasing.

LA DETRAZIONE E’ COMULABILE CON ALTRE?

La detrazione non è cumulabile con altre agevolazioni, come ad esempio quelle per ristrutturazione.

Se gli interventi dovessero rientrare in entrambe, bisogna scegliere di quale si vuole usufruire.
Valutando la convenienza non solo in termini di percentuale, ma tenendo anche conto dei costi accessori necessari agli adempimenti. Ad esempio il costo dei professionisti per la redazione di pratiche specifiche.

L’IVA APPLICABILE

Per gli interventi di riqualificazione energetica, che nella stragrande maggioranza dei casi ricadono negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, si applica l’IVA al 10%, con le modalità che ho già trattato nell’articolo “L’IVA RIDOTTA nelle RISTRUTTURAZIONI (2019)” anche riferimento ai “beni di valore significativo“

CONCLUSIONE

Ci fermiamo qui con questo articolo. Con la prima delle tre parti dell’argomento ECOBONUS.
Nel prossimo continuerò parlando di quali sono gli interventi che ricadono nelle agevolazioni,concludendo poi con il terzo dove vedremo le regole e gli adempimenti necessari.

A presto.

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Danilo Torresi

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Agevolazioni per Acquisto di CASE ANTISISMICHE (Decreto Crescita 2019)

Quali sono le agevolazioni fiscali quando si acquista una casa antisismica e cosa significa?

PANORAMICA

Con questo terzo e ultimo articolo chiuderò la questione “Sisma Bonus”.
In particolare oggi andremo a vedere le agevolazioni connesse alle detrazioni sull’acquisto di immobili antisismici.

Nei due precedenti,
SISMA BONUS Abitazioni e locali per Attività Produttive (2019)
SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019)
abbiamo visto le agevolazioni fiscali accessibili nei casi di particolari antisismici e sulle singole unità abitative e sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Le agevolazioni in quei casi sono subordinate alla commissione dei lavori da parte del proprietario o di chi ne aveva diritto e connesse alla spesa per gli interventi sull’immobile.

Il caso che tratterò in questo articolo invece sono le detrazioni connesse all’acquisto di immobili che hanno subìto un intervento di tipo antisismico.

Immobili che devono rispettare determinate caratteristiche anche alla luce delle recentissime novità introdotte dal “decreto crescita” convertito in legge il 28 giugno 2019.

REMINDERS

Prima di addentrarci nei particolari però volevo ricordarvi come al solito che tutte le mie pubblicazioni, oltre che leggere qui nel sito, le potete guardare su YouTube e ascoltare sul Podcast .

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La detrazione sull’acquisto

Fatte le dovute premesse (e le dovute marchette) andiamo adesso a vedere in cosa consiste la detrazione sull’acquisto di case antisismiche e le regole da rispettare per non perdere le agevolazioni.

Il Decreto Legge 50/2017 ha introdotto l’incentivo sull’acquisto di case antisismiche tramite detrazioni.

Di recente il “decreto crescita”, che è stato convertito in legge la numero 58 del 28 giugno 2019, tra le varie novità ha integrato il “Sisma Bonus” connesso all’acquisto di immobili antisismici.

Immobili che devono risultare demoliti e ricostruiti ed essere ubicati in zona sismica 1 e con le recenti novità introdotte dalla legge 58 è stato esteso anche alle zone 2 e 3.

La detrazione, che spetta all’acquirente, è:
-il 75% sul prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi risulta il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
-l’85% sul prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi risulta il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Per chi fosse curioso di sapere che cosa sono le zone sismiche e che cosa sono le classi di rischio, ho affrontato in parte le questioni nei due articoli precedenti.
SISMA BONUS Abitazioni e locali per Attività Produttive (2019)
SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019)

La detrazione va suddivisa in cinque rate annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per ogni unità immobiliare, per ogni anno.

Come ho accennato poco fa, le zone sismiche sulle quali deve essere ubicato il fabbricato per poter accedere alle detrazioni sono state estese anche alla zona 2 e alla 3, oltre che la 1 già prevista.

L’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, la 3519 del 28 aprile 2016, ha dettato i criteri generali per l’aggiornamento degli elenchi delle zone sismiche.

Abbiamo visto nell’articolo “SISMA BONUS Abitazioni e locali per Attività Produttive (2019)” cosa sono le zone sismiche, vi consiglio di leggerlo.

I tipi di interventi

Al fine di una conoscenza più ampia e per evitare di incappare in qualche errore che potrebbe pregiudicare l’accesso alle agevolazioni, è opportuno sapere che:

-gli interventi eseguiti sull’edificio del quale fa parte l’immobile che state per acquistare, devono essere stati di completa demolizione e ricostruzione, anche con aumenti volumetrici se le norme lo consentono.

-Le opere devono essere state realizzate da un’impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare.

-Gli immobili inoltre devono essere venduti entro 18 mesi dalla fine dei lavori. Regola identica a quella che viene applicata nei casi di acquisto di immobili su edifici già ristrutturati, che prevedono appunto l’intervento sull’intero edificio e la successiva assegnazione entro 18 mesi (Come DETRARRE l’acquisto di IMMOBILI già RISTRUTTURATI).

La cessione del credito

Anche per la somma detraibile calcolata sul prezzo di acquisto di un immobile antisismico è consentita la cessione del credito.

In particolare con la novità introdotta dalla legge numero 58  è possibile usufruire della cessione del credito direttamente come sconto sul pagamento della somma dovuta.

La cessione deve in questi casi avvenire verso il cessionario che è il fornitore che ha eseguito le opere, ma può anche avvenire verso altri soggetti privati; come abbiamo visto nella cessione del credito negli interventi sugli edifici condominiali “SISMA BONUS sulle PARTI COMUNI di Edifici Condominiali (2019).

L’articolo 10 della legge 58 spiega nei dettagli tutta la questione.

Obblighi da rispettare

Veniamo infine agli obblighi da rispettare nei casi di acquisto di immobili antisismici.

Il prezzo sul quale deve essere calcolata la percentuale di detrazione è quello indicato nel rogito notarile, nell’atto di compravendita.
Sempre con un tetto massimo di 96.000 euro.

Atto notarile che sarà quindi il documento principale da conservare per dimostrare il diritto di accesso alle agevolazioni, insieme alle prove della riduzione della classe di rischio dell’edificio.

Riduzione che viene attestata dall’asseverazione fatta da un tecnico abilitato che dichiara quale classe di rischio aveva l’edificio prima dell’intervento e quale ha conseguito dopo, insieme all’attestazione di conformità a lavori ultimati da parte del direttore lavori e del collaudatore statico (se nominato).

A presto.

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Danilo Torresi

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