GLI USA SI ARRENDONO? L’IRAN “LI STA UMILIANDO”

Nuova proposta iraniana sul tavolo, ma gli Stati Uniti restano senza una linea chiara: negoziati indiretti, richieste respinte e nessuna strategia definita. Intanto il petrolio sale e lo Stretto di Hormuz resta quasi fermo. Anche in Europa cresce lo scetticismo: per Berlino, l’Iran sta mettendo in difficoltà Washington. Tra diplomazia bloccata e tensioni ancora alte, il quadro resta sempre lo stesso: gli USA minacciano, Teheran detta le condizioni.

TRUMP CAVALCA L’ATTENTATO MENTRE L’EUROPA AFFONDA NELLA CRISI

Mentre negli Stati Uniti si parla di sicurezza e attacchi, sul piano internazionale la situazione peggiora. I negoziati tra USA e Iran restano bloccati, il prezzo del petrolio torna a salire sopra i 100 dollari e l’instabilità energetica colpisce soprattutto l’Europa.
Il risultato è una crisi sempre più ampia: energia più cara, inflazione, rallentamento economico e crescente tensione politica in Europa, dove il malcontento sta alimentando spinte elettorali e instabilità interna.
E mentre si cercano soluzioni per contenere la crisi, una cosa è chiara: i costi aumentano, le decisioni si rinviano, e il peso continua a ricadere sui cittadini europei.

MARCIA INDIETRO SUL GREEN DEAL? | ITALIA PIÙ CARA D’EUROPA

Il taglio delle accise sta per scadere e senza proroga il gasolio rischia di diventare il più caro d’Europa. Tra crisi energetica, guerra in Iran e mancanza di fondi, emergono le conseguenze delle scelte fatte sulla transizione energetica. Europa in ritardo, interventi ancora una volta tardivi.

L’EUROPA PAGA KIEV | CONTRO I PROPRI INTERESSI

L’Unione Europea conferma il pacchetto da 90 miliardi per l’Ucraina, mentre Zelensky punta a rafforzare la difesa e mantenere lo sforzo bellico. Sul campo però non emergono svolte: la Russia continua a premere, tra infiltrazioni e avanzate ridimensionate nella narrazione. Intanto l’Europa si espone sempre di più, tra costi crescenti, contraddizioni politiche e il rischio di un coinvolgimento diretto nel conflitto.

ZELENSKY INCASSA 90 MILIARDI | MA LA GUERRA È IN STALLO

Zelensky partecipa al vertice UE mentre l’Europa si prepara a consolidare il pacchetto da 90 miliardi per Kiev. Intanto emergono contraddizioni: l’oleodotto Druzhba torna operativo in poche ore e gli Stati Uniti chiedono supporto tecnologico all’Ucraina. Sul campo, però, la situazione è ferma: attacchi continui ma nessuna svolta. Il conflitto si stabilizza e scivola in secondo piano, mentre l’attenzione si sposta altrove.

SENZA I SOLDI UE NON REGGE | KIEV CHIEDE TUTTO

Kiev rifiuta qualsiasi adesione parziale all’Unione Europea e chiede accesso completo ai fondi. Ma dietro questa posizione emerge una realtà diversa: l’Ucraina dipende economicamente dall’Europa mentre sul fronte si continua a parlare di avanzate russe, seppur ridimensionate. Tra richieste politiche e dinamiche sul campo, la distanza tra narrazione e realtà resta evidente.

EUROPA SENZA ENERGIA | TORNA A COMPRARE GAS RUSSO

L’Europa dice di voler eliminare il gas russo entro il 2027, ma nel 2026 fa l’opposto: aumenta le importazioni di GNL da Mosca. I dati parlano chiaro.
Nel frattempo la guerra in Iran mette sotto pressione le forniture globali, con lo Stretto di Hormuz instabile e meno energia disponibile. L’allarme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia riguarda diesel e carburanti: rischio scarsità nelle prossime settimane.