KIEV SOTTO UNA PIOGGIA DI FUOCO

Una nuova notte di intensi bombardamenti colpisce Kiev e altre aree dell’Ucraina, mentre proseguono gli attacchi con droni contro il territorio russo. Intanto nuovi velivoli sconfinano in Romania e Moldavia e un presunto drone precipita anche in Turchia, alimentando le preoccupazioni per un possibile allargamento delle conseguenze del conflitto nel Mar Nero.

FEDOROV VA NEGLI USA | IL PIANO PER SOSTITUIRE ZELENSKY?

Dopo aver chiesto elezioni anche in tempo di guerra, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov starebbe preparando un viaggio negli Stati Uniti. Intanto continuano le tensioni con Zelensky, emergono nuovi sviluppi sull’inchiesta per corruzione che coinvolge l’Ufficio presidenziale e cresce il dibattito sul futuro della leadership ucraina.

IRAN: A RISCHIO BASI USA IN EUROPA, SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Donald Trump torna a definire lo Stretto di Hormuz un “nuovo territorio USA”, mentre l’Iran ribadisce che il blocco resterà in vigore finché Washington non rispetterà gli accordi. Intanto il Financial Times riferisce che Teheran starebbe valutando possibili ritorsioni contro installazioni militari statunitensi utilizzate in Europa in caso di un’ulteriore escalation del conflitto.

ZELENSKY RISCHIA GROSSO | ELEZIONI E NUOVO SCANDALO CORRUZIONE

Nuove perquisizioni nell’Ufficio del Presidente ucraino riaccendono il tema della corruzione, mentre l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov chiede di trovare un meccanismo per tornare alle elezioni anche durante la guerra. Una vicenda che apre interrogativi sul dibattito politico interno e sulla gestione delle istituzioni in Ucraina.

L’EUROPA PAGA KIEV | CONTRO I PROPRI INTERESSI

L’Unione Europea conferma il pacchetto da 90 miliardi per l’Ucraina, mentre Zelensky punta a rafforzare la difesa e mantenere lo sforzo bellico. Sul campo però non emergono svolte: la Russia continua a premere, tra infiltrazioni e avanzate ridimensionate nella narrazione. Intanto l’Europa si espone sempre di più, tra costi crescenti, contraddizioni politiche e il rischio di un coinvolgimento diretto nel conflitto.

ZELENSKY INCASSA 90 MILIARDI | MA LA GUERRA È IN STALLO

Zelensky partecipa al vertice UE mentre l’Europa si prepara a consolidare il pacchetto da 90 miliardi per Kiev. Intanto emergono contraddizioni: l’oleodotto Druzhba torna operativo in poche ore e gli Stati Uniti chiedono supporto tecnologico all’Ucraina. Sul campo, però, la situazione è ferma: attacchi continui ma nessuna svolta. Il conflitto si stabilizza e scivola in secondo piano, mentre l’attenzione si sposta altrove.

SENZA I SOLDI UE NON REGGE | KIEV CHIEDE TUTTO

Kiev rifiuta qualsiasi adesione parziale all’Unione Europea e chiede accesso completo ai fondi. Ma dietro questa posizione emerge una realtà diversa: l’Ucraina dipende economicamente dall’Europa mentre sul fronte si continua a parlare di avanzate russe, seppur ridimensionate. Tra richieste politiche e dinamiche sul campo, la distanza tra narrazione e realtà resta evidente.

ZELENSKY LANCIA L’ALLARME NATO | “ATTACCO RUSSO AI BALTICI”

Zelensky ipotizza un possibile attacco russo ai Paesi baltici, evocando uno scenario da Articolo 5 della NATO. Ma dalle stesse capitali dell’Est arrivano smentite: nessuna evidenza concreta di preparativi russi. Tra allarmi e dichiarazioni, cresce il rischio di escalation e il dubbio su quanto queste narrazioni possano spingere l’Europa verso un coinvolgimento diretto nel conflitto.