Come Usufruire DUE VOLTE del Limite di 96.000 Euro nella Detrazione per RISTRUTTURAZIONE Edilizia

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Come superare lo scoglio del limite di 96.000 euro annui per le detrazioni per ristrutturazione edilizia e usufruirne più di una volta.

PANORAMICA

Bentornati in questo nuovo articolo.

Se state effettuando dei lavori di ristrutturazione nel vostro appartamento, vi sarete già informati sulle agevolazioni connesse alle detrazioni fiscali.

Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di leggere qualche articolo a proposito:

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Se state cercando attivamente informazioni sulle detrazioni per ristrutturazione e non siete capitati qui per caso, saprete già che consistono in una detrazione IRPEF pari al 50%, almeno fino al 31 dicembre 2019, salvo proroghe.

Detrazione che riguarda le spese connesse ad interventi di ristrutturazione edilizia o più precisamente: di “recupero del patrimonio edilizio esistente”.

In realtà ci sono diverse percentuali applicabili, come ci sono diverse tipologie di interventi, ma per semplicità si usa indicare: interventi di ristrutturazione e 50% e io mi adeguo.

Il parametro “classico” per capire quanto si può detrarre, è quello della percentuale applicabile, che come ho appena detto è del 50% per le ristrutturazioni.
Il solito esempio, spendo mille recupero cinquecento.

Saprete anche (e se non lo sapete ve lo dico ora) che c’è un limite massimo sul quale calcolare questa percentuale, non si può calcolare su tutta la spesa che si effettua.
Il limite, per la spesa detraibile del 50%, è pari a 96.000 euro.

Limite che è legato all’immobile (comprese le pertinenze), ma anche all’arco temporale dell’anno.

In questo articolo voglio proprio chiarire che cosa significa 96.000 euro annui, se si può usufruire più volte di questo tetto massimo e come.

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IL LIMITE DI 96.000 EURO

Tornando al nostro argomento, le spese sostenute per la ristrutturazione del proprio immobile fruiscono di una detrazione IRPEF, al momento pari al 50% su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ogni immobile.

Ripeto per ogni immobile, non per ogni soggetto. Prima di tutto la detrazione è legata all’immobile e poi a chi ne usufruisce.

SE UN INTERVENTO PROSEGUE PER PIU’ ANNI?

Il limite di spesa oltre che per ogni unità, è indicato anche come annuale.
Questo non significa che automaticamente ogni anno posso usufruire e detrarre il 50% di 96.000 euro.

Se i lavori che state effettuando sono la prosecuzione di un intervento che si estende a cavallo di più anni, iniziato per esempio nel 2018 e finito nel 2019, le spese sostenute nelle due annualità concorrono tutte all’ammontare massimo dei 96.000 euro.

Facciamo un esempio:
nel 2018 avete iniziato dei lavori di ristrutturazione che sono terminati nel 2019.
Nel 2018 avete speso complessivamente per quell’intervento 80.000 euro, mentre nel 2019, fino a chiusura lavori, avete speso ulteriori 70.000 euro.
Ciò che detrarrete non sarà il 50% di 150.000 euro (80.000 + 70.000), ma bisognerà rispettare il tetto massimo che ho detto già più volte, i 96.000 euro.
Quindi detrarrete tutti gli 80.000 euro che avete speso nel 2018, mentre per il 2019 detrarrete solo 16.000 euro che restano per arrivare ai 96.000.

Il resto non è detraibile.

Quindi il tetto massimo di spesa non può essere superato, a meno che non si effettuano più interventi autonomi in diversi anni.

COSA SIGNIFICA “INTERVENTO AUTONOMO”

Cosa si intende per interventi automi?

Nella circolare 17/E del 2015 dell’Agenzia delle Entrate viene spiegato, tra le altre cose, che cosa si intende per intervento autonomo.

L’autonomia dell’intervento è data in sostanza da una pratica iniziale per avviare i lavori e dal collaudo finale o dalla dichiarazione di fine lavori.
Quando invece la normativa non richiede questo tipo di documenti amministrativi l’autonomia è data da elementi oggettivi.

In realtà, in concreto, nella stragrande maggioranza dei casi si rientra nella prima ipotesi.
Perché un intervento venga considerato autonomo dovrà esserci: una pratica iniziale ed un collaudo finale o la fine lavori.

Notate bene, in questi ultimi passaggi ho semplificato moltissimo la questione e da tecnico mi si stringe il cuore.

Tra le parole “pratica iniziale” e “fine lavori” c’è un mondo.
Non lo tratterò oggi perché esula dall’argomento che sto trattando, però sappiate che questo mondo è composto da una quantità considerevole di documenti, disegni, certificazioni, valutazioni, che differiscono caso per caso e vanno applicati e valutati differentemente per ogni specifica tipologia di intervento.

USUFRUIRE DI PIU’ INTERVENTI

Capito quindi che cos’è un intervento autonomo e come riconoscerlo, come lo inseriamo nella nostra situazione? Che vantaggi o svantaggi ci porta?

Abbiamo detto che il limite di 96.000 euro è per ogni immobile, è annuale e non è superabile nemmeno nel caso in cui i lavori dello stesso intervento proseguono in anni diversi.
A meno che non si tratti di più interventi autonomi.

Facciamo un esempio limite per capire:
Ipotizzando di iniziare e chiudere un intervento di ristrutturazione tutto all’interno dell’anno 2019 e di sfruttare tutti i 96.000 euro massimi (sui quali calcolare il 50%), sarà possibile nel 2020 riattivare una nuova pratica di ristrutturazione e potenzialmente poter usufruire di ulteriori 96.000 euro.

Ipoteticamente e per assurdo questo procedimento potrebbe essere applicato per ogni anno solare.

Attenzione però: due o più interventi iniziati e chiusi nello stesso anno non consentono di usufruire più volte del limite massimo di spesa.
Bisogna sempre rispettare il totale degli oramai famosi 96.000 euro.

A presto.

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Danilo Torresi

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