DETRAZIONE SCHERMATURE SOLARI 110% incentivi Ecobonus: cosa sono e come rientrano nei bonus 2020

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I bonus per le schermature solari e le chiusure oscuranti. Cosa sono e come si arriva al 110% di detrazione con il nuovo Decreto Rilancio del 2020?

PANORAMICA

Nella panoramica degli interventi previsti con l’Ecobonus, ci sono tra le altre cose le schermature solari e le chiusure oscuranti.
Sistemi di protezione dai raggi solari da applicare alle finestre, o alle superfici vetrate, volti a migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Se vengono rispettate determinate caratteristiche tecniche certificate dal produttore, le spese possono essere portate in detrazione.
La detrazione può andare dal 50% al 65%, dipende dalla tipologia di fabbricato.

Con il nuovo Decreto Rilancio la percentuale potrebbe addirittura arrivare al 110%. Lo vedremo nel dettaglio nell’articolo, che suddividerò nei seguenti capitoli:
1)cosa sono le schermature solari;
2)quanto si detrae;
3)i requisiti per detrarre;
4)chi può detrarre;
5)i documenti da produrre e conservare.

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1) COSA SONO LE SCHERMATURE SOLARI

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa sono le schermature solari e le chiusure oscuranti. Sono sistemi combinati alle finestre che permettono di regolare quanta luce passa attraverso le vetrate e quindi poter gestire il calore all’interno.

Possono-devono essere regolabili e possono essere installati esternamente, internamente, ma anche in modo integrato alla superficie trasparente.

Tutta una descrizione complessa per indicare elementi come: le tende da sole, le veneziane, le tende a rullo e le tende a bracci, per quanto riguarda le schermature solari.
Persiane, scuri, avvolgibili, tapparelle quando si parla invece di chiusure oscuranti.

Per poter rientrare tra quelle detraibili devono rispettare delle normative
specifiche in materia di efficienza energetica. Devono avere delle caratteristiche tecniche ed essere certificate dal costruttore.

Sarà compito di chi ti venderà il materiale fornirti la documentazione attestante le caratteristiche tecniche e le certificazioni che ti serviranno poi per la comunicazione all’ENEA.
Vedremo nell’ultima parte dell’articolo questo aspetto.

Inoltre devono essere montate in modo solidale all’involucro esterno – non facilmente smontabili e rimontabili – e devono essere a protezione delle vetrate.

2) QUANTO SI DETRAE

Passiamo quindi a vedere quanto si può detrarre della spesa.

A quanto pare con la Legge di Bilancio del 2020 si è venuto a creare un dubbio interpretativo che sinceramente non ho compreso a fondo. Comunque l’ENEA consiglia di applicare gli stessi criteri già in vigore nel 2019.
-50% sulle singole unità immobiliari
-65% per gli interventi che interessano le parti comuni dei condomini.
In questo secondo caso però l’installazione deve interessare tutte le unità immobiliari facenti parte dell’edificio.

Il limite di detrazione massimo è 60.000 euro per ogni unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali (10 anni).
Da maggio 2020 – o meglio dal 01 luglio 2020 – con il Decreto Rilancio (che mentre sto scrivendo è ancora nella fase di conversione in Legge, quindi passibile di modifiche), la percentuale di detrazione delle schermature solari può arrivare fino al 110%.

Ipotizzando di spendere la cifra massima consentita, 60.000 euro, la detrazione potrebbe essere 66.000 euro.
L’accesso al Superbonus del 110% è vincolato a delle regole.
Deve essere abbinato o ad interventi sulle superfici opache o alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. È inoltre necessario salire almeno di due classi energetiche.

Se ci sono i presupposti per fruire del 110%, la detrazione sarà in 5 anni invece che 10.
È inoltre stata estesa la possibilità di cessione del credito e di sconto diretto in fattura a tutti gli interventi: bonus casa, Sismabonus, Ecobonus.
PER APPROFONDIRE: “COME FUNZIONA IL SUPERBONUS 110%: quali interventi sono detraibili col Decreto Rilancio

Le spese ammesse all’incentivo sono quelle per:
-la fornitura e la posa in opera;
-lo smontaggio la dismissione di elementi già presenti;
-le prestazioni professionali, i documenti burocratici e tecnici;
-le opere provvisionali e accessorie, come il ponteggio e le piattaforme aeree.

3) I REQUISITI PER DETRARRE

Vediamo adesso quali sono i requisiti che devono avere gli interventi per poter essere ammessi al bonus.

Innanzitutto devono essere realizzati su edifici esistenti.
Che significa?
Per le detrazioni vuol dire che alla data di inizio lavori il fabbricato deve essere accatastato ed in regola con il pagamento dei tributi.
Aggiungo io, deve essere anche e soprattutto conforme dal punto di vista urbanistico, quindi con tutte le autorizzazioni e nessuna difformità o abuso.

Il solo fatto che un edificio sia accatastato, è insufficiente a dimostrare la regolarità dell’immobile.

Un appunto sulla data di inizio lavori: è dimostrabile dal titolo edilizio presentato, ma nei casi in cui non vanno presentate pratiche, allora dovrà essere fatta con un’autocertificazione nella quale si dichiara la data di inizio lavori.
È un modello che potrai scaricare se ti iscriverai alla Newsletter del Sito.

Continuando con i requisiti, le schermature solari devono essere:
a) applicate in modo solidale all’involucro;
b) essere a protezione di una superficie vetrata (internamente o esternamente);
c) essere mobili (non rimovibili);
d) essere di tipo tecnico.

Nel caso in cui la fornitura riguardi la sostituzione di chiusure oscuranti, le
nuove dovranno avere un valore della resistenza termica supplementare superiore a quelle precedenti, sempre perché il fine deve essere quello di conseguire un risparmio energetico.

Per quanto riguarda i prospetti riconosciuti, le schermature solari detraibili sono quelle montate sulle facciate che vanno da est passando per sud fino ad ovest (o viceversa), non quelle a nord, nord-est o nord-ovest.
Le chiusure oscuranti invece vengono riconosciute indipendente dall’orientamento del prospetto sulle quali vengono montate.

Per concludere il capitolo requisiti, devono essere rispettate tutte le norme nazionali e locali in materia di urbanistica, edilizia, efficienza, energetica e sicurezza. In parte è ciò che ti accennavo sulla conformità dell’immobile e che riprenderò nell’ultima parte dell’articolo.

4) CHI PUO’ DETRARRE

Prima di passare ai documenti necessari, diamo un’occhiata quali sono i soggetti che possono detrarre.

I principali sono quelli che godono di un diritto reale sull’immobile – proprietà, nuda proprietà, usufrutto, eccetera.
Più in generale possiamo dire che ha diritto chi sostiene la spesa.
I condòmini, quando gli interventi sono sulle parti comuni, gli inquilini, o i comodatari, o i familiari conviventi, possono fruire dell’incentivo.
Per questi ultimi tre soggetti in particolare, servono delle autocertificazioni che troverai tra quelle che puoi scaricare se ti iscriverai alla Newsletter.

Come ti ho già detto puoi detrarre in 10 o 5 anni, ma puoi anche optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura che il recente Decreto-Legge 34 del 19 maggio 2020 ha esteso a tutti gli interventi.

5) I DOCUMENTI DA PRODURRE E CONSERVARE

Passiamo infine ai documenti necessari e da conservare per accedere e mantenere il bonus.

Entro 90 giorni dalla fine lavori o dal collaudo, devi inviare la “scheda descrittiva dell’intervento” all’ENEA. Puoi farlo esclusivamente online dal portale dedicato che ogni anno viene aperto, e ti serviranno le schede tecniche che ti avrà consegnato il fornitore (più che le schede tecniche, i dati che sono contenuti all’interno).

Tra la documentazione da conservare ce ne sarà una parte di tipo tecnico e una di tipo più burocratico.

Tra quelle di tipo tecnico c’è:
a)la certificazione del rispetto dei requisiti tecnici del prodotto, ricevuta dal produttore/fornitore;
b)la stampa in originale della “scheda descrittiva dell’intervento” inviata all’ENA, con il codice CPID fornito dal sito dell’ENEA;
c)le schede tecniche e le marcature CE e le relative dichiarazioni di prestazione.

L’altro tipo di documentazione più burocratico riguarda:
a)la delibera assembleare e i millesimi di ripartizione delle spese, in caso di parti comuni condominiali;
b)le fatture delle spese, o nel caso di condominio, la dichiarazione dell’amministratore che certifica la somma corrisposta;
c)le ricevute dei bonifici dedicati contenenti la causale con l’indicazione
della norma, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero e la data della fattura e il codice fiscale o la partita IVA di chi riceve il
pagamento;
d)le ricevute delle altre spese non pagabili con bonifico come gli oneri di urbanizzazione, o le marche da bollo ad esempio;
d)la stampa della comunicazione ricevuta dall’ENEA con il codice CPID.

Nel caso effettui un bonifico ordinario invece che quello dedicato, puoi comunque detrarre la spesa. È sufficiente che tu abbia una dichiarazione firmata dal fornitore.

Se sei affittuario o comodatario devi conservare anche la dichiarazione del consenso all’esecuzione delle opere da parte del proprietario.
Nel caso invece chi detrae sia un familiare, deve avere una dichiarazione di essere “familiare convivente”.

Tutti questi modelli poi scaricarli dai link che trovi nelle email che ricevi quando ti iscriverai alla Newsletter del Sito.
Troverai anche il modello per l’autocertificazione della data di inizio lavori.

In molte casistiche, per l’installazione di schermature solari, non sono necessari titoli abilitativi (CILA, SCIA ecc.). È necessario quindi certificare la data di inizio lavori, soprattutto nel caso tu sia un inquilino o un comodatario.
Perché?
Perché al momento dell’inizio lavori deve esserci un contratto di locazione o di comodato registrato, per dimostrare ciò è necessario attestare una data di inizio lavori certa, se lo si registra successivamente si perde l’incentivo.

Finito l’elenco dei documenti indicati dall’Agenzia e dall’ENEA, restano però quelle pratiche a monte, i titoli abilitativi.

È opportuno verificare le normative locali, per capire se è necessaria la presentazione della CILA ad esempio.
Avrai quindi bisogno di un tecnico che verifichi la situazione e nel caso presenti la pratica.
Ogni casistica va valutata a sé.

Inoltre c’è la normativa per la sicurezza nei cantieri edili, sulla quale ha fatto una serie di articoli.
Se sono in corso dei lavori di recupero del patrimonio edilizio o di riqualificazione energetica e c’è la presenza di più imprese esecutrici, scatta l’obbligo di nomina del coordinatore per la sicurezza e dell’invio della notifica preliminare.

A presto.

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Danilo Torresi

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