Bonus mobili 2023 come funziona: la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate


Il bonus mobili 2023 come funziona e quali sono gli interventi edilizi che ammettono all’agevolazione per mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare l’immobile oggetto di intervento.


Il bonus mobili è l’agevolazione che ti consente di agevolare l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredamento dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Per il 2023 è stato modificato il massimale portandolo a 8.000 euro, mentre la scadenza era già stata prorogata a tutto il 2024, ma devi fare attenzione alla data di avvio dei lavori di recupero del patrimonio edilizio esistente.

A gennaio 2023 è stata aggiornata la Guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che riassume la normativa del comma 2, art. 16 del Decreto-legge del 04/06/2013 n. 63.

QUANTO PUOI AGEVOLARE

L’agevolazione è pari al 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per arredare l’immobile oggetto di intervento di ristrutturazione.

Uso genericamente il termine “ristrutturazione” per intendere gli interventi agevolati per il recupero del patrimonio edilizio, cioè quelli del comma 1 dell’art 16 del DL 63 del 2013.

L’agevolazione spetta solo al contribuente che fruisce dell’intervento edilizio agevolato, e non ad altro soggetto. Inoltre l’intervento di recupero del patrimonio edilizio deve essere iniziato non prima del 01 gennaio dell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa dei mobili.

Esempio: acquisti mobili nel 2023 per una casa dove hai iniziato i lavori dal 01 gennaio 2022 in poi, non prima.

I massimali sui quali calcolare il 50% sono distinti da quelli per il recupero del patrimonio edilizio e sono differenti in base all’anno di sostenimento della spesa:

10.000 euro per il 2022;

8.000 euro per il 2023;

5.000 euro per il 2024.

Vanno tenute in considerazione le spese eventualmente sostenute nell’anno precedente e la detrazione va ripartita in 10 quote annuali.

Le quote non possono essere trasferite per successione e nemmeno in caso di vendita dell’immobile.

QUALI INTERVENTI AMMETTONO AL BONUS MOBILI

Gli interventi che ammettono al bonus mobili sono quelli indicati nel comma 1 art 16 DL 63 del 2013:

  • Manutenzione ordinaria, solo sulle parti comuni e solo per l’arredamento di unità di uso comune sulle quali si interviene, come ad esempio l’alloggio del portiere. L’intervento di manutenzione ordinaria nel singolo appartamento non da diritto al bonus mobili;
  • Manutenzione straordinaria;
  • Restauro e risanamento conservativo;
  • Ristrutturazione edilizia;
  • Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, dove gli immobili vengono venduti dall’impresa entro 18 mesi dalla fine lavori;
  • Sismabonus acquisti (risposta 515/2020);
  • Sismabonus ordinario;
  • Superbonus per interventi antisismici (comma 4 art. 119).

È importante che la data di avvio dei lavori edilizi sia antecedente a quello di sostenimento della spesa per l’acquisto dei mobili. 

Per dimostrare la data di inizio lavori ci sono i titoli edilizi o, in mancanza, la dichiarazione sostitutiva del contribuente, la notifica preliminare alla ASL.

Per le agevolazioni legate all’acquisto di immobili facenti parte di edifici interamente ristrutturati o sismabonus acquisti, la data di inizio lavori è la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.

Nella guida l’Agenzia sono riportati alcuni esempi degli interventi regolati dal comma 1 art. 3 DPR 380 del 2001 che ammettono al bonus mobili e che ti elenco di seguito:

Manutenzione straordinaria

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare

Rientrano nella manutenzione straordinaria:

  • gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, ad esempio
  • l’installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • l’installazione o l’integrazione di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore
  • la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.

Ristrutturazione edilizia

  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

Restauro e risanamento conservativo

  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio

Manutenzione ordinaria:

  • tinteggiatura pareti e soffitti
  • sostituzione di pavimenti
  • sostituzione di infissi esterni
  • rifacimento di intonaci
  • sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni
  • riparazione o sostituzione di cancelli o portoni
  • riparazione delle grondaie
  • riparazione delle mura di cinta.

QUALI INTERVENTI NON AMMETTONO AL BONUS MOBILI

Tra gli interventi del comma 1 dell’art. 16-bis del T.U.I.R., non ammettono al bonus mobili:

  1. d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprieta’ comune;
  2. f) relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;

Inoltre non ammettono al bonus mobili gli interventi Ecobonus, ad accezione della sostituzione della caldaia, così come specificato nelle FAQ dell’Agenzia.

QUALI ACQUISTI SONO AGEVOLABILI

Gli acquisti ammessi all’agevolazione sono quelli inerenti a mobili ed elettrodomestici. No complementi di arredo, tende, porte, pavimenti ecc.

Ad esempio sono ammessi mobili come: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici invece, devono essere nuovi e non inferiori alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori. Gli acquisti ammessi possono essere ad esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. 

Nella spesa possono essere considerati anche trasporto e montaggio.

COME VANNO PAGATE LE SPESE

Le spese vanno pagate con bonifico, carta di debito o carta di credito. Non sono ammessi contanti e assegni.

Sono ammessi anche i finanziamenti a rate purché la finanziaria paghi con gli stessi metodi.

Delle spese devi conservare: la ricevuta del bonifico, la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente ed infine le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

CESSIONE DEL CREDITO

Il bonus mobili non può essere fruito mediante le opzioni alternative di cessione del credito e sconto in fattura, ma solo in 10 rate in dichiarazione dei redditi dal contribuente che ha sostenuto la spesa e che usufruisce del bonus per la ristrutturazione dell’abitazione.

Fonte: Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Mobili 2023

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grazie

Danilo Torresi

3 commenti su “Bonus mobili 2023 come funziona: la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate”

  1. Buongiorno.. vorrei sapere se la sostituzione di una caldaia a camera aperta vecchia con una nuova ma sempre a camera aperta (acquistata con la detrazione del 65%) da’ diritto al bonus mobili e dove trovare tali informazioni.
    Grazie.

    Rispondi
  2. “Inoltre non ammettono al bonus mobili gli interventi Ecobonus, ad accezione della sostituzione della caldaia, così come specificato nelle FAQ dell’Agenzia.”
    Dove sta scritto che un intervento di sostituzione caldaia che accede alla detrazione de 65%
    può consentire di accedere al bonus mobili?

    Rispondi

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