Le 4 Fasi Fondamentali di un rilievo Topografico

Ultimo Aggiornamento:

Come organizzare un rilievo Topografico

Non c’è nulla di più irritante durante un rilievo topografico che essere sul posto e realizzare di aver dimenticato qualcosa in studio.
Oppure aver sottovalutato una questione banale che ci obbliga però a doverci tornare una seconda volta.

ANEDDOTO

Tanto tempo fa quando facevo tirocinio, in occasione di uno dei miei primi rilievi da “utilizzatore” di strumento e non da porta-prisma, dovevamo fare un semplice tipo mappale con rilievo di punti fiduciali.

Il collega più esperto che di solito organizzava le uscite se ne era andato da poco dallo studio.
Così un giorno il titolare decise che io dovessi essere promosso al grado supremo di “misuratore”.

Peccato che non ne sapevo nulla di organizzazione di un rilievo e lui meno di me.

Così quel giorno partimmo, arrivammo presso il fabbricato che dovevamo rilevare, ci piazzammo con il treppiede e la stazione totale nel giardino del fabbricato.
C’era solo un piccolissimo problema, da lì non si vedeva nulla.

Tra vegetazione, fabbricati, colline, quello era il punto peggiore dove piazzarsi con la stazione per poter rilevare ciò che era necessario.

Quel giorno fu una tragedia, facemmo svariate stazioni per poter uscire da quel bunker e riuscire a scorgere i punti di riferimento.

Fatica quadrupla, tempo sprecato.
Quando poi andai ad elaborare il rilievo non vi dico gli scarti nelle misurate. Un lavoro da buttare.

L’ESPERIENZA E’ NECESSARIA

Grazie però a quell’esperienza e a molte altre, ho imparato cosa non sottovalutare in un lavoro topografico.

Questi insegnamenti oggi mi aiutano a ridurre di molto le brutte sorprese e le difficoltà che si possono incontrare sia sul posto, che dopo.

Oggi voglio condividere quindi le quattro fasi che ho “stampate” nel mio cervello e che mi aiutano nell’organizzazione di un lavoro topografico.

E’ un argomento più affine ai tecnici, ma a te che non lo sei, può servirti per renderti conto cosa c’è dietro ad un rilievo che magari hai commissionato o stai per commissionare.

1) LA PREPARAZIONE

La fase di preparazione è il primo step.
Dopo aver ricevuto l’incarico bisogna pianificare il rilievo.
Farsi un’idea del contesto è molto importante. Iniziare a porsi i primi quesiti su come procedere.

Fondamentale è la parte di ricerca catastale, fare gli estratti di mappa della zona, fare le visure anche ai terreni per quanto riguarda i fabbricati, per verificare le superfici delle particelle.

Io mi aiuto anche con Geoportale,

ti permette di avere una visione più ampia delle mappe catastali.

Nel caso in cui il rilievo dovesse essere con l’ausilio dei punti fiduciali, ovviamente non dimenticate di cercare anche le monografie.

Sempre durante la fase di preparazione è molto importante, se non avete già fatto un sopralluogo, farsi un’idea ben precisa di come poi procederete sul posto o di che tipo di zona andrete ad affrontare.

Quindi immaginatevi il rilievo mentre lo state facendo, aiutandovi per esempio con google maps o street view.

Capisco di stare dicendo delle banalità per certi versi, ma fa tutto parte del pacchetto, chiamiamolo, sicurezza.

Verificare con maps e street view vi permette di rendervi conto del contesto, del tipo di territorio se non lo conoscete, se c’è vegetazione, se ci sono altri fabbricati, di che dimensioni.
Inoltre vi aiuta a farvi un’idea delle strade che portano i luoghi dove dovrete accedere.

Insomma fatevi un’idea il più chiara possibile di come vi muoverete poi sul posto.

Fatto questo non resta che decidere il giorno e l’ora.
Ah e dare un’occhiata anche al meteo non farebbe male.

2) LA PARTENZA

La seconda fase che spesso si sottovaluta, è il momento della partenza.

Siamo arrivati al giorno del rilievo, non dimenticare nulla penso sia fondamentale, non vorrete scordare il treppiede della stazione totale in studio e accorgervene solo quando sarete arrivati lì?…]

Fate un bel check in della valigia che vi porterete, dello strumento e di tutti gli accessori necessari.
Il misuratore laser per esempio, sempre in tasca, è utilissimo quando dovete misurare i punti inaccessibili.

Controllate di aver preso le mappe con le planimetrie che vi servono di supporto per orientarvi. Per rendervi conto di ciò che state facendo.
Insomma per mettere in pratica quello che già avete immaginato nella fase precedente.

Molto utili possono essere gli stivali, un anti-pioggia, un ombrello, (la campagna è sempre più umida di quello che uno può immaginare). Anche un bel paio di guanti possono essere utili, del tipo antiscivolo o magari quelli da ponteggiatore.

3) IL RILIEVO

La terza fase inizia quando sarete arrivati sul posto.

Quando sarete lì è buona regola farsi un bel giro prima di iniziare, guardare se c’è qualche impedimento o conformazione particolare del terreno.
Verificare la visibilità, la vegetazione e altri fabbricati.

Se utilizzate una stazione totale, valutate bene il punto da dove partire, il punto dove avrete maggiore visibilità e che vi permetterà di fare meno stazioni possibili.

E’ utile anche andare a trovare i punti fiduciali o i punti di riferimento, verificare se corrispondono alla mappa, verificare se sono accessibili. Magari c’è una recinzione, sono lontani, non avete la strumentazione adatta per rilevare a distanza.

Quando vi siete fatti una bella idea concreta su come procedere, allora potete iniziare il vostro rilievo.

Rilevate tutto quello che vi serve, terreni, fabbricati, punti utili, non tralasciate nulla.

Se vi viene il dubbio se un punto debba essere preso o non preso, allora misuratelo perché quel punto il più delle volte sarà fondamentale.

Inoltre al termine o durante il rilievo, fatevi una bella documentazione fotografica o dei video, per aiutarvi poi quando sarete davanti al computer a ricordarvi alcuni particolari che magari vi saranno utili.

4) L’ELABORAZIONE

A questo punto manca solo l’ultima fase, l’elaborazione del lavoro.

Rientrati in studio, scaricati i dati, verificate subito a colpo d’occhio se c’è qualche anomalia nel rilievo, tipo punti palesemente errati o strane forme che non vi convincono.

La scrematura grossolana è molto utile.
Avete in mente la forma del rilievo che avete fatto, (chi fa i rilievi sa di cosa sto parlando) quindi riconoscerete subito a prima vista se c’è qualcosa che non va quando vedrete il vostro bel rilievo sullo schermo.

Fondamentale quindi (e questo è l’ultimo consiglio che voglio darvi per oggi) è mettervi a lavorare sul rilievo il più presto possibile. Meglio se subito, così da avere ancora la memoria fresca.

A presto

____________________________

iscriviti e scarica il modello dell'autocertificazione per le detrazioni fiscali dei lavori edili
Iscriviti al mio canale YouTube.
Ascolta il Podcast dei video
Unisciti al Canale Telegram e resta aggiornato sugli argomenti che tratto.

 

Se hai delle domande o vuoi fare delle integrazioni, lascia un commento qui sotto.
Oppure mandami un messaggio diretto dal modulo contatti.
Sono anche su: Facebook Instagram –  TwitterLinkedin.
●Se vuoi supportare il sito puoi fare una donazione con PayPal  attraverso questo link: paypal.me/GeometraTorresi  e darai un contributo alla produzione dei contenuti.
●Se fai acquisti su Amazon.it usa i link dei libri o dei prodotti che inserisco nelle descrizioni,  non spenderai un euro in più e contribuirai alla produzione dei contenuti.

grazie

Danilo Torresi

vai alla Home page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *