Superbonus 110 e cessione del credito 2023 ultime notizie: dopo i dati ISTAT il Governo tira dritto


Dopo la nota ISTAT sulla contabilizzazione della cessione del credito e dei bonus edilizi, il Governo resta fermo sulle proprie scelte. Cancellare il sistema introdotto col Superbonus 110. Confermate le aperture alle piccole modifiche del DL 11/2023 per arginare le conseguenze.

Chiusa la pratica di come contabilizzare i bonus a seguito della cessione del credito. L’ISTAT con la nota pubblicata mercoledì 01 marzo 2023 stabilisce che sono “pagabili” e quindi vanno considerati per intero nel momento in cui vengono maturati. Di conseguenza vengono rivisti i deficit del 2021 e 2020.

Il 2022 ha comunque evidenziato quanto il settore delle costruzioni sia incisivo per l’economia italiana, anche grazie al volàno avviato dal Superbonus 110. 

+10,2% rispetto al 2021 nonostante il blocco sostanziale del mercato della cessione dei crediti edilizi.

Il deficit viene rivisto al ribasso, a seguito del cambio del metodo di contabilizzazione dei crediti ceduti, -8%. Cambio che però viene interpretato in maniera opposta dalle varie parti politiche.

C’è chi ritiene che questa sia una possibilità in più per il 2023 e per gli anni futuri visto che si sono liberati miliardi di euro attualizzati agli anni precedenti.

Il Governo invece vede nei dati una conferma a proseguire sulla linea di condotta avviata, cioè cancellare definitivamente la cessione del credito (e di conseguenza il Superbonus).

IL GOVERNO TIRA DRITTO
Appena pubblicato il report ISTAT, il MEF ha subito ribadito la necessità di continuare sulla strada della cancellazione del sistema attuale di fruizione dei bonus, in modo che non sia “replicabile”.

Le modifiche per eliminare e disincentivare i bonus sono iniziate (con questo Governo) col Decreto aiuti quater, per arrivare al DL 11/2023 Decreto blocca cessione (probabilmente non l’ultima) che ha cancellato le opzioni alternative dal 17 febbraio in poi.

Attualmente per i nuovi interventi sarà possibile agevolare le spese solo con la detrazione in dichiarazione dei redditi, classificando di conseguenza gli stessi come “non pagabili”.

Le conseguenze di un decreto pubblicato nel giro di poche ore sono state molteplici e ha scatenato le associazioni del settore edilizio, che dalla scorsa settimana sono in audizione per rimediare, insieme al Governo, al caos causato.

Con una nota il MEF ha ribadito che le modifiche ai bonus sono necessarie per tutelare i conti pubblici 2023.

Mi chiedo: saranno state considerate le conseguenze su imprese e famiglie?

LE PROMESSE RINNOVATE
Insieme alla conferma da parte del Governo che non ci sarà nessun dietrofront sulla cancellazione della cessione del credito, arrivano nuovamente le promesse di apertura per risolvere la questione dei crediti bloccati.

Il Governo valuterà modifiche per coloro che hanno sostenuto delle spese per lavori in edilizia libera non avviati entro il 16 febbraio. Quelli che non necessitano di una pratica edilizia.

Altro fronte sarà quello del Sismabonus acquisti, con preliminari non registrati al 16 febbraio, che prevedono accordi con sconto in fattura, e che hanno visto un brusco stop.

Anche per gli immobili colpiti dal terremoto, coinvolti anch’essi nelle conseguenze del decreto del 16 febbraio scorso, è confermata la volontà di mantenere le opzioni alternative di cessione del credito e sconto in fattura.

Sono già passate due settimane e purtroppo ad oggi siamo ancora in fase “dichiarazioni”, senza nulla di concreto all’orizzonte.

NON C’È TEMPO DA PERDERE
Queste, insieme alle altre che avevo elencato in un articolo precedente, sono modifiche che debbono essere fatte al più presto, anche se sembra poco probabile che ciò possa avvenire.

Intanto sono ancora in corso le audizioni con le parti sociali e le eventuali aperture verranno concretizzate durante l’iter di conversione in legge del DL 11 del 16 febbraio 2023, per la quale c’è fino a 60 giorni di tempo.

Nel mentre ci saranno ordini e contratti annullati, spese sostenute per acquisto di materiali perse e ulteriori complicazioni che il tempo aggiunge come strati di lasagne. Purtroppo però alcuni di questi strati sono già in avanzato stato di decomposizione.

Uno di questi è il nodo che oramai da mesi attende una risoluzione, quello dei crediti incagliati. Sia quelli delle imprese con sconto in fattura che quelli delle famiglie che si sono ritrovate con cantieri sospesi a causa dell’impossibilità di cedere il credito dall’oggi al domani.

Auspico più interventi concreti, volti a risolvere i problemi creati, con soluzioni concordate insieme alle parti interessate, e in tempi stretti.

Fonte:

ISTAT
IlSole24Ore
Articoli precedenti sul Decreto cancella cessione

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Danilo Torresi

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2 commenti su “Superbonus 110 e cessione del credito 2023 ultime notizie: dopo i dati ISTAT il Governo tira dritto”

  1. Vorrei essere informato esclusivamente per la cessione del credito in edilizia libera. Ho eseguito un contratto presso obi livorno con preventivo lavori ad inizio febbraio firmando i fogli per la cessione del credito al 65 per cento per istallazione in sostituzione di un condizionatore e due split versando importo completo con bonifico con detrazioni fiscali contattata la ditta esecutrice di lavori ho in programma intervento il 22 marzo successivamente entro 3 medi da istallazione eseguirò dichiarazione enea e la cessione del credito, chiedo pertanto che mi siano inviate comunicazioni in merito affinché posa sperare di ricevere importo a me dovuto e non portare in detrazione annuale un decimo ella metà del lavoro grazie

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    • Ciao Maurizio. Non capisco la tua richiesta. Puoi leggere gli articoli che ti interessano e gli altri ignorarli. Poi se hai richieste specifiche puoi contattarmi via email. La mia offerta non comprende invii di materiale informativo specifico per ciascun caso, sopratutto non su richiesta tramite un commento

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