PREGEO e il PUNTO AUSILIARIO: come inserirlo negli atti di aggiornamento catastali

Ultimo Aggiornamento:


Il punto ausiliario come va usato e come inserirlo in Pregeo.

Oggi ti voglio parlare del punto ausiliario da utilizzare nelle pratiche degli atti di aggiornamento del catasto terreni.

Ti farò una panoramica della normativa e di tutte le regole da rispettare e ti descriverò come procedo per compilare il libretto Pregeo con punto ausiliario.

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PANORAMICA

Dedichiamoci ora all’argomento di oggi, il “punto ausiliario”.

Ti faccio prima una panoramica per capire meglio dove si colloca all’interno dell’ambito delle pratiche catastali.

Quando vuoi frazionare un terreno o devi inserire in mappa un fabbricato, devi presentare all’Agenzia delle Entrate un atto di aggiornamento catastale, a firma tua e del tecnico che lo redige.

La maggior parte degli atti di aggiornamento sono costituiti tecnicamente da un rilievo con dei punti fiduciali.

Il rilievo viene effettuato con strumentazione di alta precisione e la maglia dei punti fiduciali (più comunemente chiamati PF) viene scelta sulla base dell’oggetto da rilevare.

Lo schema di base più comune è il triangolo fiduciale, all’interno del quale deve essere ubicato il nostro oggetto (terreno o fabbricato) e come indica il nome, deve essere costituito da almeno tre PF.

In casi eccezionali ed in deroga alle normative, nel caso in cui non sia possibile formare un triangolo con tre punti fiduciali che riesca a racchiudere correttamente quello che stiamo rilevando, è possibile ricorrere ad un punto ausiliario.

Lo scopo finale è sempre quello di formare un triangolo, o più triangoli di appoggio per le misure da presentare all’Agenzia.

Il punto ausiliario quindi avrà la stessa valenza di un punto fiduciale.

Più avanti approfondiremo meglio cosa sono gli atti di aggiornamento con i PF, per arrivare a capire quando va utilizzato un punto ausiliario e come.

GLI ATTI DI AGGIORNAMENTO AL CATASTO TERRENI

Come ti ho accennato poco fa, quando vuoi frazionare un terreno o devi inserire in mappa un fabbricato, è necessario presentare un atto di aggiornamento catastale, al catasto terreni.
I più comuni sono: tipo di frazionamento e il tipo mappale.

Gli atti di aggiornamento servono per, inserire in mappa le modifiche che vengono apportate alle particelle, per inserire in mappa i nuovi fabbricati, o per modificarne la sagoma di quelli già esistenti.

Il tecnico rileverà direttamente l’oggetto, elaborerà il libretto e le risultanze finali verranno poi adattate alla mappa agli atti.
Verrà ricomposto sulla cartografia agli atti.

PER APPROFONDIRE:
CONFINI CATASTALI E CONFINI REALI: cosa fare quando il limite tra le proprietà è errato
LA SUPERFICIE CATASTALE DEL TERRENO è SBAGLIATA: perché l’area in mappa non corrisponde alla realtà
Cosa devi fare se vuoi RICONFINARE un TERRENO

In base all’estensione dell’oggetto che dobbiamo rilevare, dovranno essere individuati gli eventuali punti fiduciali.
Fiduciali che servono sia per un controllo qualitativo numerico delle misure, che per ricomporre la grafica sulle mappe.

I RILIEVI CON PUNTI FIDUCIALI

Le modalità per individuare il triangolo fiduciale sono indicate all’interno della circolare 2/1988 a seguito del decreto del ministero delle finanze del 19/01/1988.
Modalità integrate e precisate successivamente nella circolare 5/89.

Al netto dei casi particolari che in questa occasione non ci sarebbero di nessuna utilità, la procedura è quella che ti riassumo di seguito.

L’oggetto da rilevare deve essere inserito in un triangolo fiduciale.

I punti fiduciali che dovranno essere utilizzati saranno quelli di primo perimetro, ovvero quelli immediatamente esterni all’oggetto, in grado di formare un triangolo (una maglia) che lo contenga.

In realtà l’oggetto potrebbe anche essere in parte fuori dal triangolo, nei limiti di tolleranze ben precise, che non approfondirò in quest’articolo.

Nel caso in cui un triangolo non riesca a contenere l’oggetto a causa delle dimensioni, è necessario integrare con ulteriori PF che formeranno altri triangoli e quindi una maglia (un poligono) che riesca a contenere l’oggetto.

Ovviamente nel caso in cui ciò che stai rilevando sia talmente esteso da contenere al suo interno dei punti fiduciali, devono essere rilevati anche quelli.

Ad esempio, quando si fraziona un terreno molto esteso è frequente che all’interno siano ubicati dei fabbricati con dei punti fiduciali.

I due metodi per effettuare i rilievi di campagna sono il celerimetrico (con la stazione totale) e il GPS (con il ricevitore satellitare).

PER APPROFONDIRE: “LA STAZIONE TOTALE cos’è: cosa misura e a cosa serve lo strumento topografico

Inquadrando quindi correttamente il rilevo con almeno tre PF, l’atto di aggiornamento passerà i controlli formali e potrà essere accettato dall’Agenzia delle Entrate.

IL PUNTO AUSILIARIO

Ma come bisogna fare, come bisogna comportarsi nel caso in cui non sia possibile formare un triangolo con tre punti fiduciali? Come devo fare se non trovo, non ho, un PF utile per chiudere il mio poligono?

In questo caso devi ricorrere al punto ausiliario.
Per poterlo fare però devono sussistere particolari condizioni.

IN QUALI CASI PUO’ ESSERE USATO IL PUNTO AUSILIARIO?

Il primo caso in cui è consentito l’utilizzo di un punto ausiliario è quando il punto fiduciale utile di primo perimetro necessita una complessità di operazioni tali per poter essere rilevato, che pregiudicherebbe la precisione del rilievo stesso.

Ad esempio un PF molto distante, non visibile, difficilmente raggiungibile, che richiederebbe molte stazioni per poter essere misurato.

In quel caso l’errore si propagherebbe in modo tale da rendere il rilievo e le misure, poco affidabili.

Quindi il tecnico si può limitare a rilevare i due PF, da collegare ad un terzo punto utile per chiudere il triangolo.

Terzo punto, cioè il punto ausiliario, che potrà essere ad esempio uno spigolo di un fabbricato o il termine di un vertice di una particella.

Questo permetterà di completare correttamente il triangolo e di racchiudere l’oggetto.

Caso simile si può avere quando si ha necessità di un quarto punto, ma si incontrano le difficoltà che ti ho appena descritto.

In questo caso, nella circolare 5/89 viene indicato che potrà essere anche utilizzato un punto non rappresentato in mappa purché materializzato sul posto (ad esempio un fabbricato non inserito, i pali, tralicci, o altri manufatti).

Ti dirò più avanti come un punto ausiliario di questo genere deve essere trattato per poter essere accettato.

Per concludere questo primo caso dove è consentito utilizzare un riferimento che non sia un punto fiduciale per formare il triangolo, è opportuno sottolineare che: l’argomento “complessità di misure” è associabile maggiormente ai rilievi celerimetrici, che non quelli fatti col GPS.

Con il GPS puoi raggiungere un punto fiduciale non visibile senza dover collegare tra di loro diverse stazioni.
É sufficiente poter arrivare fisicamente sul punto, poter accedere allo spigolo del fabbricato ad esempio.

Restano comunque accettabili atti di aggiornamento con presenza di punto ausiliario effettuati con il GPS, in quanto potrebbero esserci delle casistiche particolari, anche con questo metodo, che pregiudicherebbero la precisione.

Mi viene in mente ad esempio un fabbricato recintato, raggiungibile,ma non accessibile, con una siepe alta e quindi con l’impossibilità di rilevare lo spigolo attraverso delle triangolazioni, che il GPS ha bisogno.

Il secondo caso in cui è consentito l’uso del punto ausiliario è quando il rilievo risulta a cavallo di due sistemi di riferimento.

Quando l’oggetto del rilievo è vicino al limite di due mappe con sistemi di riferimento (coordinate) differenti, può essere necessario, per formare il triangolo, dover rilevare sia i PF ricadenti in un sistema, che nell’altro.

Lungo la fascia costiera ad esempio, i fogli sono inquadrati nel sistema di riferimento (chiamati “sviluppi”) con coordinate Gauss-Boaga.

Mentre gli altri fogli di mappa sono inquadrati nel sistema di riferimento Cassini-Soldner.

Se l’oggetto da rilevare è vicino a questo limite e il triangolo dei fiduciali è a cavallo dei due sistemi di riferimento, la norma dispone che devono essere rilevati almeno due PF nel sistema di riferimento dove è ubicato l’oggetto del rilievo, il terzo punto ricadente nell’altro sistema, dovrà essere trattato come un punto ausiliario.

Se vuoi approfondire è tutto spiegato nella circolare numero 1/2010 dell’Agenzia del Territorio.

Il terzo e ultimo caso che ti porto oggi come esempio, (se ce ne conosci altri scrivimi nei commenti) è quando il triangolo fiduciale risulta a cavallo di due province.

In questo caso (spiegato nella circolare 1/2007 dell’Agenzia del Territorio) il procedimento è equivalente a quello che ti ho appena descritto lungo la fascia costiera.

Il punto fiduciale utile per chiudere il triangolo che ricade però nell’altra provincia, dovrà essere trattato come un punto ausiliario.

COME BISOGNA “TRATTARE” IL PUNTO AUSILIARIO

Capito il quando si può, o si deve, utilizzare un punto ausiliario, adesso vediamo il come.

La prima accortezza a cui devi fare attenzione è durante il rilievo di campagna.

Quando il punto ausiliario da rilevare è rappresentato in mappa, (ad esempio un fabbricato) ciò che devi fare è iperdeterminare gli altri 2 PF.

Iperdeterminare, cioè rilevare e misurare più di una volta gli altri due punti fiduciali, in modo da inserire nel libretto misure sovrabbondanti.

Nel caso del rilievo con celerimetrico con la stazione totale ad esempio, dovresti rilevare i due punti fiduciali da due stazioni differenti, collegate tra di loro.

Nel caso del GPS invece, dovrai rilevare più volte lo stesso punto.

Quando invece il punto ausiliario non è rappresentato in mappa, è un oggetto che non risulta in mappa, come ti accennavo prima, (i tralicci, i fabbricati non pali e manufatti) dovrai iperdeterminare anche il punto ausiliario.

Fatto questo ti ritroverai nel libretto che andrai a caricare dentro Pregeo alcuni punti rilevati più volte, ripetuti più volte, almeno due.

Fai attenzione in fase di misure a rilevare in modo molto preciso gli oggetti iperdeterminati. Se una delle misure dovesse risultare molto imprecisa rispetto alle altre, e non dovessi accorgertene, i risultati in fase di elaborazione in Pregeo sarebbero disastrosi.

In presenza di un numero, di un punto con lo stesso numero, con lo stesso nome rilevato più volte, Pregeo durante l’elaborazione forza il rilevo.
Deforma il rilievo per fare in modo che i due punti con lo stesso nome vengano sovrapposti.

Fatto attenzione a questo, ed inserito nel libretto Pregeo le varie misurate, devi inserire con la riga 8 le coordinate del punto ausiliario.

Io le ricavo esportando la grafica direttamente da Pregeo, in un file dxf che apro poi con un software CAD dal quale vado a leggere sul punto ausiliario le coordinate indicate.

Una volta fatto tutto questo, Pregeo riconoscerà il punto ausiliario e lo tratterà come un punto fiduciale, consentendoti di procedere.

Ultima cosa da fare è quella di giustificare in relazione l’utilizzo del punto ausiliario al posto dei punti fiduciali.
In realtà da quando c’è Pregeo 10, da quando c’è l’approvazione automatica, si trova direttamente all’interno (come voce da spuntare) della relazione strutturata.

CONCLUSIONI

Con questo ho concluso l’argomento punto ausiliario e come hai visto è una procedura semplice da applicare, basta fare attenzione a pochi semplici passaggi.

É molto più importante fare attenzione durante la fase di preparazione e di esecuzione del rilievo, per evitare di doverci tornare più volte, o meglio, più volte del necessario.

A presto.

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Danilo Torresi

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