DETRAZIONI RISTRUTTURAZIONE 2020: panoramica sul bonus casa e le agevolazioni nella legge bilancio

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Cosa è cambiato e quali sono le novità e le conferme per quanto riguarda le detrazioni per ristrutturazione nel 2020? Una panoramica per fare il punto della situazione.

PANORAMICA

É appena iniziato il 2020 e mi sembrava opportuno fare una panoramica sulle detrazioni fiscali connesse ai lavori edili.

La fine dell’anno di solito coincide con la legge di bilancio e il decreto milleproroghe.

Questo comporta che alcune normative vengano prorogate, confermate, altre vengano modificate, o addirittura cancellate.

Ciò di cui mi occupo anche in questo sito, sono le detrazioni fiscali connesse ai lavori edili di ristrutturazione.

In questo articolo ti farò una panoramica sull’universo delle detrazioni, in attesa di approfondire in articoli dedicati i singoli argomenti.

Svilupperò questo post in tre parti:
1) quello che è stato confermato rispetto all’anno precedente, il 2019;
2) le novità che sono state introdotte;
3) le modifiche che hanno subito alcune normative.

In sostanza: il bonus ristrutturazione, il tanto chiacchierato bonus facciate e lo sconto in fattura.

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LE CONFERME
a) il bonus ristrutturazioni

Prima di tutto vediamo quali sono le detrazioni che sono state confermate per il 2020.

Il grande classico è rimasto, la detrazione IRPEF del 50% su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per gli interventi sulle singole unità immobiliari.

Puoi continuare a detrarre il 50% delle spese che sosterrai nel 2020 per la ristrutturazione del tuo immobile.

50% da calcolare, come ti ho appena accennato, su un tetto massimo di 96.000 euro, per le singole unità immobiliari.

Quando si parla di ristrutturazione in realtà si intende che si possono detrarre gli interventi di:
-manutenzione straordinaria;
-restauro e risanamento conservativo;
-ristrutturazione edilizia.

Ovviamente oltre che sulle singole unità, gli interventi possono riguardare anche le parti comuni degli edifici condominiali.

PER APPRONFONDIRE “Quando Ecobonus e Sismabonus sono CUMULABILI? Anche senza Condominio?

Se gli interventi riguardano le parti comuni di un edificio, che sia condominio effettivo o meno, oltre alle tre categorie di intervento che ti ho appena detto, (manutenzione straordinaria, restauro risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia) sono riconosciute le spese anche per gli interventi di manutenzione ordinaria.

PER APPROFONDIRE
RISTRUTTURAZIONE Casa DETRAZIONE Fiscale 2019
RISTRUTTURAZIONE Condominio DETRAZIONE Fiscale 2019

Rispettando tutte le regole, potrai accedere alla detrazione dall’anno successivo a quello in cui hai sostenuto la spesa.

b) Ecobonus

Altra conferma è l’Ecobonus.

Gli interventi connessi al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio possono essere detratti per una percentuale che va dal 50 al 65%.

L’intervento di riqualificazione energetica, che è quello più significativo e anche quello che può comprendere gli altri singoli interventi, permette la detrazione più alta con una percentuale del 65% e per un importo massimo di 100.000 euro.

Restano detraibili singolarmente e con quote differenti ad esempio: i pannelli solari, gli infissi, le schermature solari, la sostituzione delle caldaie, gli interventi sugli involucri, eccetera.

Se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali le percentuali possono raggiungere anche il 70% e il 75%, per una detrazione massima di 40.000 euro (a patto che si raggiungano determinati indici di prestazione energetica).

In questo caso la detrazione, la somma, va moltiplicata per il numero delle unità immobiliari di cui è composto l’edificio.

c) Sismabonus

Altra detrazione che è rimasta, ma che in realtà è già prorogata fino alla fine del 2021, è il Sismabonus.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente che migliorano la statica dell’edificio, possono essere detratte delle percentuali che variano in base al tipo di intervento.

L’edificio deve essere ubicato in una delle zone sismiche riconosciute, la 1, la 2, o la 3.

PER APPROFONDIRE “SISMA BONUS Abitazioni e locali per Attività Produttive (2019)

Gli interventi riconosciuti per il Sismabonus sono quelli di miglioramento sismico o di adeguamento sismico.

La detrazione base è pari a quella della ristrutturazione, cioè il 50% su un tetto massimo di 96.000 euro.
Questo perché gli interventi di miglioramento della statica fanno parte del pacchetto ristrutturazioni.

La parte interessante del Sismabonus sono i maggiori benefici, le maggiori detrazioni, connesse alla riduzione del rischio sismico.

Rispettando specifiche procedure le percentuali salgono:
al 70% se gli interventi comportano un passaggio ad una classe di rischio inferiore;
all’80% se gli interventi comportano il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Da ripartire in cinque rate annuali.

Sono consentite inoltre le demolizioni totali e le ricostruzioni fedeli dell’edificio, l’importante che l’intervento si inquadri sempre nell’ambito di recupero del patrimonio edilizio esistente e non di nuova costruzione.

Gli stessi interventi che comportano il passaggio a classi di rischio inferiori, se effettuati sulle parti comuni dell’edificio, permettono percentuali di detrazione maggiori:
75% nel caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore;
85% nel caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

Le percentuali sono poi sempre da calcolare su un tetto massimo di 96.000 euro, che però nel caso dei condomini, nel caso delle parti comuni nei condomini, l’importo viene moltiplicato per il numero delle unità presenti sul fabbricato, prima dell’intervento.

Sismabonus+Ecobonus

Ulteriore step del livello di detrazione si ha quando il Sismabonus è connesso all’Ecobonus.

Quando gli interventi sulle parti comuni comportano, sia una riduzione del sismico, che la riqualificazione energetica dell’edificio, allora le percentuali sono:
-80% per il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
-85% per il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Da calcolare su un tetto massimo non di 96.000 euro, ma di 136.000 euro, moltiplicabili per il numero delle unità di cui è composto l’edificio.

d) bonus mobili e bonus verde

Riconfermati per 2020 anche il bonus mobili e il bonus verde.

Il primo direttamente collegato agli interventi di ristrutturazione e permette una detrazione del 50%, fino ad un massimo di 10.000 euro, per ogni unità.

Le spese detraibili riguardano l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A o A+.

Il secondo è una detrazione del 36%, fino ad un massimo di 5.000 euro, per le spese di sistemazione del giardino, di pozzi, di impianti di irrigazione ecc.

LE NOVITA’
e) il bonus facciate

Tra le novità per il 2020, sempre per quanto riguarda le detrazioni fiscali connesse ai lavori edili di ristrutturazione, c’è l’ormai famoso bonus facciate.

Ci farò un articolo dedicato dove approfondirò i particolari.
Per ora la parte sostanziosa e propagandistica sta nella percentuale, ovvero il 90% delle spese sostenute.

Gli interventi, ovviamente effettuati sulle facciate, sono quelli di manutenzione ordinaria che recuperano tra l’altro anche i fregi e gli ornamenti.
Possono riguardare: cornicioni, balconi, grondaie, intonaci e tinteggiature.

Nello specifico, se si interviene sull’intonaco per oltre il 10% della superficie, allora è necessario rispettare anche dei requisiti energetici.
In questo caso si collegherà all’Ecobonus e saranno cumulabili.

Ad una prima occhiata sembra proprio che questa nuova detrazione punti direttamente agli edifici storici o di particolare pregio.

In realtà, anche se non sarà applicabile a tutti, l’agevolazione è prevista per gli edifici ubicati nelle zone A (i centri storici) e nelle zone B (le zone di completamento).
In pratica andrà a coprire buona parte del territorio edificato.

Inoltre non c’è limite di spesa.

LE MODIFICHE
f) lo sconto in fattura

Per quanto riguarda le modifiche e quindi al terzo e ultimo punto, la più recente delle introduzioni è stata anche quella più criticata, ed ora modificata, lo sconto in fattura.

Da quando è stato introdotto a metà del 2019, non è stato esente da critiche, specialmente dalle piccole imprese che erano di fatto impossibilitate a poter dare questa possibilità al cliente.

Lo sconto, se non sai di cosa sto parlando, equivale ad una decurtazione immediata in fattura della somma pari alla detrazione spettante.

In fattura deve essere indicato il totale e la cifra di sconto.

L’operazione deve essere accettata da entrambe le parti, sia dal fornitore che dal committente (o dal fruitore della detrazione, da chi poi detrarrà), attraverso una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

PER APPROFONDIRE “SCONTO IN FATTURA e CESSIONE DEL CREDITO: come si compila il modello per la comunicazione

Gli interventi per i quali è consentito lo sconto in fattura sono quelli riguardanti la riqualificazione energetica dell’edificio e la riduzione del rischio sismico.

Per il 2020 la modifica consistente è che potrà essere applicato soltanto per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, per importi superiori a 200.000 euro.

CONCLUSIONI

Con questo credo di aver concluso il riepilogo e la panoramica delle detrazioni per il 2020.
I concetti base generali restano sempre gli stessi.

L’obiettivo principale è incentivare il recupero degli edifici esistenti, detraendo una percentuale calcolata sulle spese dall’IRPEF o dall IRES in più anni.

Gli interventi sulle parti comuni nei condomini sono più incentivati e più consistenti.

Dal 2020 lo sconto in fattura subisce una modifica, una restrizione del campo di applicabilità.

La grande novità è il bonus facciate, che dovrebbe dare un’ulteriore spinta al mondo edilizio.

A presto.

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Danilo Torresi

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