SUPERBONUS 110% ultime notizie: quanto è costato davvero allo Stato?


ANCE stima quanto è costato davvero il Superbonus 110 allo Stato, attraverso l’analisi di un intervento tipo e sulle maggiori entrate dovute alle imposte, ai contributi e all’IVA derivanti dall’incremento dei redditi, dei prodotti forniti e dal maggior benessere generato.


ANCE ha presentato un’interessante analisi sui costi effettivi per lo Stato del Superbonus 110%, considerando l’impatto globale di un intervento tipo di efficientamento energetico.

Nel documento riepiloga brevemente la recente storia della cessione del credito che, prima Eurostat, poi ISTAT hanno riclassificato contabilmente, attualizzando i crediti ceduti. Con la conseguente revisione a ribasso dei conti degli anni 2020, 2021, 2022.

Nonostante la nuova contabilità svantaggiosa rispetto alla precedente, il debito pubblico risulta comunque in discesa rispetto al 2020.

Inoltre nel rapporto ISTAT il settore delle costruzioni nel 2022 ha avuto un’incidenza pari ad 1/3 del prodotto interno lordo (PIL).

Sempre in riferimento all’importanza del meccanismo della cessione del credito, ANCE menziona un rapporto dell’ufficio parlamentare di bilancio (UPB) nel quale è evidenziato come i bonus, negli anni antecedenti al 2020, fossero ad esclusivo appannaggio di coloro che avevano un patrimonio immobiliare importante ed un alto reddito, visto che il credito poteva essere usato soltanto in detrazione in dichiarazione dei redditi.

Il Decreto rilancio nel 2020 ha esteso la cessione del credito a tutti i bonus permettendo l’accesso ai bonus edilizi anche a chi non aveva possibilità economica e capienza IRPEF.

Ad oggi, a seguito del decreto legge numero 11/2023, la situazione è tornata quella del 2019 e cioè con la sola possibilità di portare in detrazione il credito.

Uno dei motivi sollevati dal Governo per giustificare la modifica delle norme, è stato il presunto eccessivo costo per lo Stato dovuto al meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura senza limiti.

Di fatto il messaggio trasmesso dall’attuale Governo è che tutto il credito maturato dai bonus edilizi e fruito mediante cessione del credito sia un totale costo per lo Stato, senza alcun ritorno economico.

ANCE analizza un cantiere tipo con interventi di efficientamento energetico e stima le conseguenze immediate e le maggiori entrate per lo Stato. 

Maggiori entrate dovute a tasse, imposte sui redditi degli operai e degli imprenditori, sui prodotti e le forniture, sulle parcelle dei professionisti. Inoltre prende in considerazione che, all’aumentare del reddito aumentano anche i consumi delle famiglie in settori esterni a quello dell’edilizia. 

Altro elemento a favore del meccanismo di cessione è che l’elevato numero di interventi di efficientamento energetico determina un minor consumo di energia degli edifici, quindi minori costi per le famiglie e conseguente maggior benessere e incremento delle spese extra.

Di seguito ti riporto gli schemi e i risultati dei calcoli effettuati nella stima di ANCE, che potrai analizzare autonomamente attraverso il link che ti lascio in fondo all’articolo.

Intervento tipo di 1.000.000 di euro

Imposte, contributi, Iva

L’effettivo costo per lo Stato

In conclusione il costo per lo Stato è pari al 53% dell’intervento effettuato, o meglio del credito agevolato dell’intervento effettuato. Risultati che rendono incomprensibili le scelte effettuate a livello legislativo che hanno di fatto eliminato il Superbonus e reso inaccessibili anche le altre agevolazioni agli incapienti. 

 

Fonte Indagine ANCE

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grazie

Danilo Torresi

2 commenti su “SUPERBONUS 110% ultime notizie: quanto è costato davvero allo Stato?”

  1. Tutto giustissimo … E si dimostra ancora una volta che per fare bene le cose, più che le ideologie contano (e servono) i saperi e le competenze (sempre meno diffusi in una società senza selezioni in cui tutti posso fare tutto)…

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  2. Bello l’articolo ma non condivido la conclusione: a fronte di chi vuole darci a bere che i soldi crescono sugli alberi qui almeno si racconta la verità ovvero che ogni milione speso nel bonus rappresenta per il 53% un costo per lo stato.
    Un costo che è andato a favore di classi agiate (secondo corte dei conti), per la ristrutturazione di molte ville e villette, seconde case al mare e in montagna. E’ stata praticamente una patrimoniale al contrario: ha tolto alla collettività per dare ai ricchi lasciano i poveri nelle loro case energivore.
    Limitiamoci ad alcune considerazioni, sempre tenendo presente che le risorse non potevano bastare per tutti. Ad esempio: che senso ha avuto dare la stessa cifra per saltare 2 classi energetiche a prescindere dalla classe energetica di partenza? I risparmi più consistenti si hanno efficientando le classi energetiche meno efficienti e via via a salire. Invece questa legge non teneva in considerazione questo dato, tanto che anche chi aveva già case energeticamente messe bene ha approfittato di queste risorse conseguendo però per la collettività un vantaggio minore. Leggevo su forum di persone che chiedevano se potevano far sostituire i loro infissi già in vetrocamera acquistati pochi anni prima per sostituirli nuovamente con infissi di ultimissima generazione e la risposta era SI.
    In secondo luogo che senso ha avuto finanziare con il meccanismo dei crediti anche le ristrutturazioni interne tipo il rifacimento di bagni? Per non parlare dell’estensione di questa possibilità a tutte le fasce di reddito senza nessuna limitazione isee.
    Parliamo poi del fatto che per le villette erano a disposizione somme superiori a quelle per i condomini. Anche in questo caso, volendo conseguire la massima resa per la collettività si sarebbe dovuto puntare sui soli condomini e non sulle villette (e ville)
    Parlo poi per esperienza personale (suffragata dai fatti) e dico che molte persone con redditi bassi o bassissimi, praticamente senza risparmi hanno avuto molti problemi ad accettare di provare a prendere questi bonus perchè nel caso in cui per qualche motivo si fosse verificato qualche intoppo per loro si sarebbe prospettato un vero e proprio tracollo finanziario mente chi era finanziariamente attrezzato ha potuto procedere con meno patemi.

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