Questa notte droni non identificati hanno sorvolato gli aeroporti di Copenaghen e Oslo. Quattro ore di panico.
Chi è stato? Mistero.
Per gli ispettori non ci sono prove. Per i media e per Zelensky invece sì: “Ha stato Putin”.
Stesso copione di sempre: caccia russi in Estonia, droni in Polonia, cyber attacco agli aeroporti. La notizia corre veloce, la smentita (quando arriva) non conta. L’importante è che alla gente arrivi il messaggio: la Russia minaccia la NATO.
Che sia chiaro: non escludo che possa essere Mosca. Ma ogni volta stupisce la rapidità con cui montano l’accusa senza uno straccio di prova. E guarda caso, gli unici che ci guadagnano da un’escalation con la NATO sono proprio i governi europei che sognano di mandare le truppe a combattere, e hanno deciso un riarmo contro la volontà della loro stessa opinione pubblica.
Gli ispettori intanto dicono che chi ha pilotato quei droni era esperto, conosceva bene la zona. Verosimilmente gli operatori si trovavano a pochi chilometri dagli aeroporti. Mi pongo una domanda: chi è più facile che abbia organizzato tutto?
La Russia a migliaia di chilometri o qualcuno che qui da noi si muove con più libertà?
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