LA CIA DICE A PUTIN CHE STA PERDENDO? EPPURE L’EUROPA È IN ALLARME PER I MISSILI RUSSI

Nuove indiscrezioni sulla visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca: secondo il New York Times avrebbe comunicato ai russi una valutazione molto negativa della loro situazione militare ed economica. Intanto cresce l’allarme sulla carenza di intercettori Patriot e sulla capacità dell’Europa di difendersi da un eventuale attacco missilistico russo. Due racconti che sembrano difficili da conciliare.

LA VISITA SEGRETA DEL CAPO DELLA CIA A MOSCA | COSA STA SUCCEDENDO?

Il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a Mosca per colloqui riservati con i servizi russi. Non sono stati resi noti né gli interlocutori né i temi affrontati: sul tavolo potrebbero esserci Ucraina, Iran o altri dossier strategici. Il Cremlino conferma i contatti tra intelligence, escludendo però un incontro con Putin.

DEBITO USA FUORI CONTROLLO | PERCHÉ RISCHIAMO ANCHE NOI?

Il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato i 40 trilioni di dollari e continua a crescere insieme al costo degli interessi. Ma perché dovrebbe preoccuparci? Vediamo come nasce il debito americano, perché il sistema ha retto finora e quali conseguenze una futura crisi fiscale negli USA potrebbe avere su Europa e Italia, dai mercati ai mutui, dai BTP alla crescita economica.

FEDOROV VA NEGLI USA | IL PIANO PER SOSTITUIRE ZELENSKY?

Dopo aver chiesto elezioni anche in tempo di guerra, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov starebbe preparando un viaggio negli Stati Uniti. Intanto continuano le tensioni con Zelensky, emergono nuovi sviluppi sull’inchiesta per corruzione che coinvolge l’Ufficio presidenziale e cresce il dibattito sul futuro della leadership ucraina.

IRAN: A RISCHIO BASI USA IN EUROPA, SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Donald Trump torna a definire lo Stretto di Hormuz un “nuovo territorio USA”, mentre l’Iran ribadisce che il blocco resterà in vigore finché Washington non rispetterà gli accordi. Intanto il Financial Times riferisce che Teheran starebbe valutando possibili ritorsioni contro installazioni militari statunitensi utilizzate in Europa in caso di un’ulteriore escalation del conflitto.

TRUMP COSTRETTO AD ASPETTARE L’IRAN | TEHERAN DETTA LE REGOLE

Gli Stati Uniti attendono la risposta iraniana alla nuova bozza di accordo dopo la sospensione dell’operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz. Sul tavolo ci sono revoca delle sanzioni, stop ai blocchi navali e rinvio del negoziato sul nucleare, mentre Trump continua a minacciare nuovi bombardamenti. Intanto Hormuz resta al centro della crisi energetica globale e Teheran sembra trattare da una posizione molto più forte del previsto.

HORMUZ: TRUMP UMILIATO? | L’IRAN COLPISCE, GLI USA NEGANO

Tensione altissima nello Stretto di Hormuz: media iraniani parlano di una nave da guerra americana colpita da missili, mentre Washington smentisce. Intanto proseguono attacchi contro navi e infrastrutture energetiche nel Golfo, con il coinvolgimento crescente di attori internazionali e il rischio concreto di una nuova escalation militare.

USA PRONTI A DICHIARARE VITTORIA | MA LA GUERRA È PERSA

Mentre gli Stati Uniti valutano di dichiarare una “vittoria” nella guerra contro l’Iran, la realtà racconta altro: Hormuz resta sotto controllo iraniano e i negoziati non decollano. Intanto i prezzi di energia e materie prime continuano a salire, con effetti diretti su carburanti, alimentari e costi industriali in Europa.

GLI USA SI ARRENDONO? L’IRAN “LI STA UMILIANDO”

Nuova proposta iraniana sul tavolo, ma gli Stati Uniti restano senza una linea chiara: negoziati indiretti, richieste respinte e nessuna strategia definita. Intanto il petrolio sale e lo Stretto di Hormuz resta quasi fermo. Anche in Europa cresce lo scetticismo: per Berlino, l’Iran sta mettendo in difficoltà Washington. Tra diplomazia bloccata e tensioni ancora alte, il quadro resta sempre lo stesso: gli USA minacciano, Teheran detta le condizioni.

TRUMP CAVALCA L’ATTENTATO MENTRE L’EUROPA AFFONDA NELLA CRISI

Mentre negli Stati Uniti si parla di sicurezza e attacchi, sul piano internazionale la situazione peggiora. I negoziati tra USA e Iran restano bloccati, il prezzo del petrolio torna a salire sopra i 100 dollari e l’instabilità energetica colpisce soprattutto l’Europa.
Il risultato è una crisi sempre più ampia: energia più cara, inflazione, rallentamento economico e crescente tensione politica in Europa, dove il malcontento sta alimentando spinte elettorali e instabilità interna.
E mentre si cercano soluzioni per contenere la crisi, una cosa è chiara: i costi aumentano, le decisioni si rinviano, e il peso continua a ricadere sui cittadini europei.