HORMUZ: TRUMP UMILIATO? | L’IRAN COLPISCE, GLI USA NEGANO


Logo Geometra copia4

Il riassunto di quello che sta succedendo nello stretto di Hormuz in queste ore, martedì 5 maggio, è tutto nelle dichiarazioni di Scott Bessent, cioè il segretario del Tesoro americano, dopo che Donald Trump ha annunciato il Project Freedom, quell’intervento con il truppone, 15.000 soldati, 100 aerei nello stretto.

Bessent dice: “abbiamo il pieno controllo di Hormuz, lo stiamo aprendo e l’Iran è in caduta libera”, in un’intervista a Fox. Poi però, nella stessa linea, aggiunge che questo sarebbe un buon momento per i partner internazionali di esercitare pressione sull’Iran, e tira in ballo la Cina, dicendo: vediamo se la Cina riuscirà a convincere gli iraniani ad aprire lo stretto.

E qui c’è la fotografia perfetta: dicono di avere il pieno controllo, di averlo riaperto… e poi chiedono aiuto agli altri per riaprirlo. È l’immagine esatta di come Washington affronta queste situazioni: si esaltano, si raccontano come i migliori, i risultati sono scarsi o controproducenti, ma l’importante è che nella narrazione mediatica restino i supereroi. Poi se è tutta fuffa, poco conta.

Ieri nel video raccontavo proprio questo: non lo sanno nemmeno loro cosa stanno facendo. Questo Project Freedom, con 15.000 soldati, con le minacce di Trump — “l’Iran verrà spazzato via dalla faccia della terra” se attacca le navi americane — e poi le solite dichiarazioni: abbiamo le migliori attrezzature, più armi, più munizioni, basi in tutto il mondo, possiamo usarle tutte.

Poi però, nei fatti, che succede? Ogni tanto qualche azione simbolica, come l’affondamento di sei piccole imbarcazioni iraniane, dichiarato dall’ammiraglio Cooper del comando centrale USA. Ma l’obiettivo vero qual era? Scortare le navi che l’Iran non faceva passare. E il risultato? Forse una nave è passata. Una.

Secondo le agenzie internazionali, un portacontainer americano, l’Alliance Fairfax, forse è riuscito ad attraversare lo stretto.

Nel frattempo, Reuters scrive chiaramente che l’ultima mossa di Trump, almeno finora, è controproducente, perché non ha aumentato il traffico delle navi mercantili e ha invece provocato una reazione iraniana.

E infatti cosa succede? Missili, attacchi, escalation.

Nelle ore successive all’operazione viene colpita una nave sudcoreana. L’esercito britannico segnala che due navi nello stretto sono state colpite da proiettili. Gli Emirati Arabi Uniti parlano di missili iraniani che hanno causato incendi in un impianto petrolifero. Quattro missili da crociera rilevati, diretti verso diverse aree.

Teheran inizialmente dichiara addirittura di aver colpito una fregata americana con due missili. Gli Stati Uniti smentiscono. Poi l’Iran ritratta. Insomma, confusione totale, dichiarazioni che si rincorrono e si contraddicono.

Secondo Al Jazeera, l’Iran sta reagendo colpendo le infrastrutture energetiche del Golfo, in particolare negli Emirati.

E allora, tirando le somme: gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran insieme a Israele, non hanno ottenuto nemmeno un obiettivo. Né la storia della bomba nucleare, né il cambio di regime, né il controllo del petrolio. In compenso hanno creato un problema che prima non esisteva: il blocco dello stretto di Hormuz, che oggi alimenta una crisi energetica globale.

Ora il loro obiettivo è diventato proprio quello che hanno creato: liberare Hormuz.

Dopo pochi giorni avevano già dichiarato di aver vinto. Poi a inizio aprile arriva la tregua, probabilmente annunciata unilateralmente, mentre si rendevano conto di avere problemi di scorte di missili e di stare bruciando miliardi senza risultati.

Durante questa tregua hanno continuato a dire che l’Iran stava cedendo, che stava per accettare tutto. In realtà l’Iran continua a chiedere sempre le stesse cose, e in più ora pretende regole sullo stretto, controlli, pedaggi, cose che di fatto sta già applicando.

Gli USA hanno annunciato un blocco navale fuori da Hormuz, che però è traforato come uno scolapasta. Poi questo Project Freedom per scortare le navi, ma nei fatti non riescono a farlo perché vengono bersagliati.

E in tutto questo, l’ennesima figuraccia.

Ma facciamo finta di nulla. I media si chiedono se la tregua sia ancora in vigore. Le Monde scrive che la tregua dell’8 aprile appare fragile dopo gli scontri e gli attacchi missilistici iraniani.

Ora, io capisco che oggi si possa dire tutto, che “il fuoco rinfresca e l’acqua è asciutta”. Però se uno affonda le navi dell’altro, l’altro bombarda gli alleati dell’uno, e nel frattempo quella che viene definita la più grande democrazia del Medio Oriente continua a radere al suolo il Libano… stiamo ancora parlando di tregua?

Per alcuni è una domanda retorica. Per altri temo di no.

Nel frattempo, il Brent sopra i 100 dollari al barile è diventato la nuova normalità. Come lo sono i 2 euro al litro per carburanti. Il gas raddoppiato dall’inizio della guerra. Mercati instabili, crescita zero in Europa.

E le conseguenze vere devono ancora arrivare.

Ottimo, direi.

_____________________
Grazie per aver letto questo articolo!
Se ti è piaciuto, considera di abbonarti 👈 qui.

Con il tuo sostegno, potrò continuare a produrre contenuti di qualità e a condividere le mie conoscenze e le mie idee con te, sia attraverso il sito che attraverso i miei video su YouTube.
Grazie per il tuo supporto!

Danilo Torresi