Zelensky nel panico totale. Non sa più come risolvere una situazione che precipita ogni giorno di più.
Negano l’accerchiamento di Pokrovsk e Kupyansk, ma i fatti dicono il contrario. Punto.
Mentre ammettono danni alle infrastrutture energetiche (solo perché giustifica nuovi Patriot e nuove spese), Zelensky ostenta una situazione sotto controllo, ma durante una sua intervista salta la corrente. Ironia.
Se qualcosa va male, vanno trovati capri espiatori: l’ex capo dell’energia, il sindaco di Kiev, Zaluzhnyi. Chiunque vada bene per scaricare responsabilità e salvare la faccia politica.
La tattica è sempre la stessa: negazione, scarico delle colpe, e poi un nuovo appello agli alleati per altri soldi e altre armi. Così si prolunga la guerra e si giustifica il flusso di miliardi. Chi ci rimette? Gli ucraini, e i nostri portafogli.
Intanto l’Europa discute di confiscare proprietà russe per trovare fondi. Se la guerra finisce, che giustificazione resta per i prossimi acquisti di armi? Meglio che continui tutto così, no?
Nel frattempo Kiev perde tre centri abitati in un giorno, ma lo ha detto il Ministero russo, quindi è propaganda del Cremlino.
Pokrovsk e Kupyansk sono il centro caldo del disastro, del quale però non bisogna parlare.
E l’Europa, come sempre, fa gli interessi di tutti tranne che i propri.
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