EUROPEI PAGATE E ZITTI


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Cari europei: pagate e zitti.
Lo scandalo ucraino non si deve toccare.
Un giro di tangenti multimilionario che ogni giorno si allarga: più nomi, più anni coinvolti, più livelli istituzionali.
Si parla perfino di membri del governo che avrebbero spiato le agenzie anticorruzione per avvisare gli indagati del momento giusto per scappare.
Giusto il tempo di infilare in valigia le mazzette,
ma non abbastanza per smontare i water d’oro.

Nel frattempo il governo di Zelensky si sgretola e lui fa il tour europeo:
gas dalla Grecia, accordo militare decennale con Macron, e ora vediamo cosa chiederà alla Spagna.
Magari una lista della spesa aggiornata.

Intanto i media parlano di tutto tranne dei due fatti fondamentali:
1. Al fronte la Russia avanza ogni giorno.
2. Il governo che abbiamo finanziato come “difensore dei nostri valori” è pieno di corrotti che si intascavano i nostri soldi.

Ma no, non si può dire.
Quindi ecco l’argomento perfetto per cambiare discorso:
la guerra ibrida russa.
Dicono che Mosca stia “sfruttando lo scandalo di Kiev per screditare l’Ucraina”.
Sì certo, perché da sola non ci sarebbe mai riuscita.

E poi torna in scena anche la Polonia.
Dopo i famosi droni di polistirolo sulle conigliere, arriva la nuova minaccia:
un treno fermo per una “parte mancante del binario ” tra Varsavia e Lublino.
Dopo ore di indagini: “è stata un’esplosione, un atto deliberato”.

Tusk assicura:
“Cattureremo i colpevoli, qualunque siano i loro finanziatori”.
E ora provate a indovinare su chi ricade il sospetto.
Vi aiuto?
No, dai, stavolta vi lascio il piacere della sorpresa.

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Danilo Torresi