L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo del comitato militare della NATO (cioè il numero uno militare dell’Alleanza), ha dichiarato che la Nato sta valutando un attacco preventivo contro la Russia. E potrebbe essere considerata un’azione difensiva
Sì, hai letto bene: attacco difensiva.
Perché noi siamo i buoni.
E quando spariamo lo facciamo con senso civico.
Nel frattempo, l’industria delle armi festeggia un 2024 da record.
E il 2025?
Possiamo solo immaginarlo.
È la tecnica della rana bollita, passo dopo passo:
– Solo aiuti difensivi a Kiev.
– Vabbè, anche i tank.
– Ok, pure i caccia.
– Missili a lungo raggio? Ma certo.
– Però mai per colpire la Russia, eh…
– …a meno che non sia “vicino al confine”.
– Anzi sai che c’è? Basta restrizioni. Facciamo tutto.
E intanto, martellano:
“Putin ci minaccia.”
“Putin vuole l’Europa.”
“Dobbiamo riarmarci. Per difenderci, ovvio.”
E quindi:
– Si torna a parlare nel 2025 del servizio militare obbligatorio.
– Rinforzare gli eserciti.
– Riarmo europeo.
Sempre tutto per la pace, si intende.
E ora, visto che Putin ci vuole attaccare (ce lo dicono anche i servizi segreti ucraini, quindi sicuro), forse conviene che lo attacchiamo noi.
Per primi.
Ma sia chiaro: solo per difenderci.
La rana è cotta.
La rana siamo noi.
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