Oh, ora possiamo stare più tranquilli.
Invece di prendersi gli asset russi per far perdere la guerra all’Ucraina tra un anno e mezzo, l’Europa ha scelto la via più semplice: 90 miliardi di nuovo debito subito, così Kiev non fallisce già a gennaio.
Von der Leyen e Merz parlano di sconfitta, perché spingevano per usare i beni russi. Ma visto che parliamo comunque di altri soldi a debito sulle spalle dei cittadini europei, direi che c’è ben poco da festeggiare.
Zelensky, prima del Consiglio Europeo, era stato chiarissimo: o soldi e armi subito, oppure l’Europa “pagherà col sangue”. A volerla interpretare male sembra quasi una minaccia, ma si sa, la democrazia ogni tanto fa strani giri.
Qualcuno però deve essersi accorto che espropriare i beni di un altro Paese (anche se è la Russia) non è proprio una passeggiata legale. E allora via: debito comune, 90 miliardi.
Prestito a tasso zero, dicono, che Kiev restituirà dopo che Mosca pagherà la ricostruzione. Certo… campa cavallo.
L’idea di prendersi i titoli russi comunque non è sparita, eh. Avevano solo fretta di chiudere l’accordo: fatto stanotte, mentre scrivo, venerdì 19 dicembre. Per ora si indebitano ancora un po’ gli europei, poi si vedrà.
Antonio Costa ci rassicura: “Non vogliamo prolungare la guerra, ma raggiungere la pace”.
E chi l’aveva mai messo in dubbio? È ovvio che altri 90 miliardi in aiuti militari servano alla pace… lunga e duratura, ovviamente.
Poi arriva Macron, con un lampo di lucidità: nota che qualcuno sta parlando con Putin e dice che forse sarebbe il caso di riprendere un dialogo serio con la Russia.
Tempismo perfetto: solo quattro anni di guerra, arsenali svuotati, casse europee prosciugate, sanzioni boomerang, crisi economica e Kiev che perde uomini e territori ogni giorno.
Come si dice, meglio tardi che mai.
Forse.
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