Forse (forse eh) qualcosa si muove anche in Europa sul tema dei colloqui con Putin. Parlare di una vera svolta sarebbe fantasia, ma una timida apertura sì: da Bruxelles fanno sapere che “prima o poi” dei colloqui ci dovranno essere (con Putin).
Poi però subito il passo indietro, con il solito scaricabarile. Insomma: mezzo passo avanti, uno indietro.
Dopo Meloni e Macron, anche questa arriva decisamente fuori tempo massimo.
Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno.
Il problema vero però è un altro: con quali argomenti?
Davvero qualcuno riesce a immaginare la Von der Leyen seduta a parlare con Putin? A che titolo? E soprattutto: cosa avrebbe da dire, dopo anni di posizioni rigide, piani “di pace” scritti apposta per essere inaccettabili e zero disponibilità al compromesso?
Ricordiamoci che l’Europa ha appena riscritto il piano di Zelensky in 20 punti, stravolgendo quello di Trump, con un unico risultato garantito: far continuare la guerra.
Sia chiaro: meglio un pessimo dialogo che una guerra infinita.
Ma oggi, nonostante Europa e Kiev stiano perdendo sul campo, è difficile credere che siano pronti ad ammetterlo e a fare concessioni.
Le opzioni realistiche restano due:
1️⃣ la Russia crolla a breve
2️⃣ si ammette la sconfitta e si tratta davvero
Sulla prima, campa cavallo.
Sulla seconda, vedremo.
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