LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA COSTA SACRIFICI


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Difendere la democrazia costa sacrifici.
Tipo le vite degli ucraini, per ora.
Ma non lo facciamo per soldi, eh. No no.
Lo facciamo per i valori, i principi, la libertà. E per difenderci dalla minaccia reale dei colbacchi putiniani.

Minaccia visibilissima, tra l’altro:
– droni di polistirolo che non riescono a bucare una conigliera in Polonia
– caccia che “sconfinano” nei cieli baltici a giorni alterni
– droni che si perdono tra Romania, Polonia e Moldavia
– e ovviamente il GPS dell’aereo della Von der Leyen, che era una bufala, ma lo citiamo lo stesso.

Insomma: è emergenza.
Quindi servono soldi. Ma non per interesse economico, eh.
Infatti la Polonia riceverà “solo” 44 miliardi di euro dall’UE “per rafforzare le forze armate”.
Una cifra simbolica.
Tusk, commosso, incassa con la morte nel cuore.
Una piccola somma per l’uomo, un grande esercito per l’umanità.

E già che ci siamo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che apre all’uso di armi “controverse”.
Tipo?
– uranio impoverito
– fosforo bianco
– laser accecanti
– robot killer
(ma solo per difesa, eh)

Naturalmente, è tutta colpa del nemico cattivo che ci costringe a riarmarci.
Noi non vorremmo. Noi siamo buoni.

Anche l’industria bellica USA accetta i nostri miliardi a malincuore.
Eh, bisogna farlo per l’Europa.

E intanto anche Moldavia e Romania alzano la mano:
“Abbiamo problemi con i droni russi!”
Piatto ricco, mi ci ficco.
Con qualche miliardo di Euro passa la paura. Sempre con riluttanza, ovvio.

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Danilo Torresi