L’EUROPA È FORTE, A CHIACCHIERE


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Promette miliardi a Kiev, annuncia acquisti di armi americane da regalare all’Ucraina, si esalta per l’“era del riarmo” contro l’invasore russo, poi sbatte il muso contro la realtà: i soldi non ci sono.

Nel 2025, dice il Kiel Institute, gli aiuti militari europei all’Ucraina sono crollati. Rischiano di essere i più bassi di sempre, peggio del 2022.
E sapete perché? Perché gli USA si sono sfilati, e la patata bollente è rimasta in mano a noi.

L’Europa gonfia il petto ogni due per tre, ma in tasca ha 2 miliardi invece dei 9 al mese che servirebbero per mantenere la media annuale.
Servono soldi. Non li abbiamo.
E allora la Von der Leyen gira per l’Europa cercando 200 miliardi congelati ai russi, pronta a vendere pure la cotonatura.

A questo punto la logica suggerirebbe una cosa sola:
trattare col nemico.
Invece no: si continua a sabotare il piano di pace di Trump.
Si annunciano nuove pressioni, nuove sanzioni, nuove strette.

E nel frattempo? Come pensano di trovare i soldi? Ammetteranno il fallimento? O spremeranno ancora di più i cittadini europei?

La scusa della “minaccia russa” comincia a non bastare più.
Solo un incidente più grosso potrebbe rimettere in moto tutto.
E questo sì, che inquieta.

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Danilo Torresi