Quando fare un RILIEVO TOPOGRAFICO Plano-altimetrico – 4 vantaggi


Il rilievo topografico plano-altimetrico del terreno va fatto prima del progetto.

PANORAMICA

Se sei un topografo avrai già intuito di cosa sto parlando, dell’importanza di un buon rilievo fatto per tempo.

Se non sei un topografo invece quello che voglio trasmetterti, oltre all’importanza della qualità del lavoro, è che il rilievo topografico non è qualcosa di integrativo al progetto, è la base dalla quale parte un buon progetto.

Al contrario, con molta probabilità, il risultato sarà quanto meno approssimativo.
Non vuoi pagare per un progetto approssimativo giusto?

Quando si deve costruire una casa, quando si deve progettare una sistemazione esterna con dei movimenti terra, quando si deve realizzare una lottizzazione con strade, lotti, servizi, in occasione di svariati altri casi che non continuo ad elencare, è necessario fare prima un rilievo della zona.

Nella mia professione faccio prevalentemente lavori topografici e catastali, ancora oggi mi capita di fare dei rilievi per dei terreni quando il progetto risulta addirittura già approvato.
Come iniziare a costruire una casa partendo dal tetto.

Capita così di ritrovarsi con problematiche importanti che per essere superate è necessario: o più denaro per lavori non previsti, o di dover rifare il progetto (quindi più denaro).

Oggi voglio sensibilizzarti sull’importanza di un buono rilievo topografico fatto nelle fasi iniziali.

REMINDERS

Basta solo che ti iscrivi a YouTube, al Podcast e al Sito.
Ciò che pubblico lo puoi trovare: in video, in audio e come testo.

Iscrivendoti alla newsletter del sito riceverai il link per scaricare il modello compilabile dell’autocertificazione necessaria per le detrazioni di alcuni lavori edili.

Iscriviti infine al canale Telegram e cercami sui vari social (Facebook, Instagram, Linkedin ).

GOOGLE EARTH NON BASTA

Se per un progetto di massima, per farsi un’idea iniziale sulla soluzione da adottare, è sufficiente affidarsi a strumenti come Google Earth o alle mappe catastali, non lo è quando si passa al definitivo.

Negli archivi non è insolito (anche se era sbagliato) ritrovare dei vecchi progetti fatti “su carta”, basati solo sulle dimensioni rilevate con una squadra sulla mappa.

Col tempo la tecnologia è avanzata, ma la pratica del “su carta” è rimasta, ha cambiato solo nome.
Si è passati al progetto basandosi sul piano regolatore, che di fatto scaturisce da un’aerofotogrammetria. Delle foto dall’alto.
O chi ancora progetta basandosi sugli estratti di mappa digitali, i più “brillanti” usano la mappa WEGIS.

Bada bene, sono tutti strumenti utilissimi e molto importanti, ma fino ad un certo grado di precisione.
Il problema è che molti si fermano lì, sottovalutando l’errore che può scaturire da un progetto basato su di essi.

DUE ESEMPI DI COSA NON FARE

A questo punto la strada solitamente si divide in due:

1) chi con il progetto approvato o quasi, si ritrova a dover produrre il piano quotato. Ed incaricano me.

2) Chi addirittura arriva fino ad inizio lavori, inventandosi il piano quotato e il rilievo e arrivano fino al momento in cui c’è da piazzare il fabbricato sul lotto. Ed incaricano sempre me.

La prima situazione è la meno peggio tra le due, ma entrambe portano spesso, alle stesse, sgradite, sorprese.

Può capitare che le distanze dai confini non siano quelle ipotizzate e il fabbricato come si dice in gergo “non ci sta”.

Può capitare che l’andamento altimetrico del terreno sia diverso da quanto preventivato, rendendo necessari maggiori movimenti di terreno.

Oppure di trovarsi una fognatura “inaspettata” che attraversa il nostro lotto. Fognatura che sarebbe sicuramente stata individuata facendo un rilievo.

Il risultato finale, nella migliore delle ipotesi, è di dover rifare il progetto. La peggiore delle ipotesi è che non si possa proprio
realizzare.

A volte poi capita che venga chiesto a me di risolvere la situazione “misure” o addirittura divenire additato come la causa del problema, solo per averlo sollevato.

Se mangi schifezze per un anno poi non dai la colpa alla bilancia se segna troppo peso. Cosa non avresti dovuto fare?

UN BUON PROGETTO PARTE DA UN BUON RILIEVO

Ora smettiamola di essere negativi, da qui in avanti cercherò di essere propositivo, con alcuni consigli.

Prima di disegnare anche solo la sagoma del progetto definitivo, pianifica il rilievo di campagna.

Non importa il tipo di strumentazione, se gps, gnss, stazione totale, laser scanner.
Un buon topografo sa valutare la strumentazione più adatta ad ogni tipo di casistica.

L’importante è portare a casa un buon rilievo plano-altimetrico di dettaglio, rilevando edifici, dislivelli, confini, piante, servizi, eccetera, eccetera.

Nel caso dei confini, rileva quelli esistenti se ben definiti, altrimenti devi procedere con una rideterminazione dei vertici. Specialmente (direi obbligatorio) se si è al limite con le distanze minime.

La superficie del terreno determina molto spesso il volume realizzabile.

I dislivelli, l’andamento del terreno, incidono sull’elevato e sui volumi di sterro e riporto.

In base all’opera che si andrà a realizzare bisognerà rispettare delle distanze minime dai fabbricati e dai confini.

Per questo ed altri motivi è importante rilevare correttamente la zona.

Per approfondire:
Cosa devi fare se vuoi RICONFINARE un TERRENO
Le 4 Fasi Fondamentali di un rilievo Topografico

VANTAGGI DI UN BUON RILIEVO TOPOGRAFICO FATTO ALL’INIZIO

I vantaggi di fare un buon rilievo topografico della zona prima del progetto, te li posso riassumere in quattro punti.

1) Una maggiore precisione del progetto. Con confini e distanze ben definiti, con i dislivelli corretti e con tutto ciò che è rilevabile ben individuato, il lavoro verrà impostato correttamente sin dall’inizio.

2) Meno perdita di tempo. Con tutti i dati alla mano il progetto scorre più veloce e lineare, le soluzioni corrette vengono adottate sin dall’inizio e ci si libera da eventuali brutte sorprese.

3) Meno rogne coi vicini. Il vicino può essere una persona fantastica, oppure Freddy Krueger. Specialmente se gli sale il sospetto che gli stai togliendo un centimetro del suo “bellissimo” mal curato giardino.

4) quarto e ultimo punto, alta professionalità percepita. Cosa penseresti se il tuo tecnico ti chiamasse per dirti che la soluzione che avevate faticosamente trovato è da stravolgere? (o peggio).

Quindi in conclusione, il rilievo topografico non è un qualcosa ad integrazione del progetto, ma la base dalla quale deve partire la tua idea.

A presto.

____________________________

grazie

Danilo Torresi

Lascia un commento