SISMABONUS con PERMESSO DI COSTRUIRE o SCIA: nuove regole e come funziona per la detrazione 2020

Ultimo Aggiornamento:


È possibile usufruire delle agevolazioni connesse al Sismabonus se le opere sono state autorizzate con “Permesso di Costruire”?

PANORAMICA

Con il Decreto Ministeriale 24 del 2020 pubblicato di recente sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), vengono aggiornate le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni che erano in vigore dal 2017.

In sostanza sono state pubblicate le nuove regole che permettono di accedere al Sismabonus e che chiariscono definitivamente la questione “Permesso di Costruire” contro SCIA, e tempistiche su la consegna dell’asseverazione.

I dubbi, nonostante tutti i chiarimenti che sono intervenuti nel tempo da parte dell’Agenzia delle Entrate, erano incentrati sul poter o non poter utilizzare come titolo abilitativo il “Permesso di Costruire”, e sulle tempistiche di presentazione dell’asseverazione necessaria per accedere al Sismabonus.

Se intendi fare dei lavori di miglioramento sismico, di riduzione del rischio sismico, potresti essere obbligato a dover utilizzare il “Permesso di Costruire” invece che la SCIA per autorizzare l’intervento.

Ad esempio, nei casi di demolizione totale e ricostruzione del fabbricato, che è una delle soluzioni progettuali ottimali (talvolta obbligata) per ristrutturare un edificio esistente e che è ammessa alle agevolazioni fiscali del Sismabonus, spesso devi utilizzare esclusivamente il “Permesso di Costruire”.

“Permesso di Costruire” che non è indicato nella normativa del 2017.

In sostanza le domande alle quali il DM 24 del 2020 risponde sono:

1) è detraibile con il Sismabonus un intervento autorizzato con “Permesso di Costruire”? O posso utilizzare solo la Segnalazione Certificata di Inizio Attività?

2) L’asseverazione del tecnico quando deve essere allegata visto che il “Permesso di Costruire” ha un iter differente rispetto alla SCIA?

3) Le regole per accedere al Sismabonus sono le stesse o sono cambiate?

Risponderò tra breve ai quesiti.

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PERMESSO DI COSTRUIRE O SCIA?

Entriamo quindi nell’argomento di oggi e vediamo il primo dei dubbi che spesso ha chi vuole usufruire del Sismabonus.

Devi utilizzare la SCIA o puoi anche utilizzare il “Permesso di Costruire”?

I Decreti Ministeriali del 2017 (il DM 58 del 28 febbraio 2017e il DM 65 del 7 marzo 2017) nell’articolo 3 citavano solamente la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Ovviamente, sia i tecnici che i committenti con esperienza nel campo delle costruzioni, sanno benissimo che tra i titoli abilitativi c’è anche il “Permesso di Costruire”.

“Permesso di Costruire” che è il più “importante” titolo e viene utilizzato per autorizzare opere più consistenti tra cui le ristrutturazioni edilizie pesanti che spesso comprendono anche le demolizioni e ricostruzioni.

Se volessimo fare una classifica in ordine crescente dei titoli abilitativi in base alla complessità degli interventi sarebbe:

1) la CILA è la pratica che permette opere più superficiali, che non variano la sostanza dell’immobile. Solitamente utilizzata per le opere di “manutenzione straordinaria” minori.

2) la SCIA autorizza invece opere e modifiche più importanti, interventi strutturali, restauri e ristrutturazioni edilizie. Il più versatile tra i titoli.

3) il “Permesso di Costruire” invece permette le nuove costruzioni, le ristrutturazioni urbanistiche, gli ampliamenti e le ristrutturazioni edilizie anche con cambi di destinazione e modifiche alla sagoma.

In merito a cosa è autorizzabile con la SCIA e cosa invece con il “Permesso di Costruire”, sono le regioni a decidere, perciò l’utilizzo dell’uno o dell’altra dipende dal Comune nel quale è ubicato il tuo immobile.

Come ripeto spesso, ogni caso va valutato a sé.

Tra gli interventi per i quali nella maggior parte dei casi è necessario il “Permesso di Costruire”, c’è la demolizione e la ricostruzione dell’edificio.

Demolizione ricostruzione riconosciuto come intervento agevolabile col Sismabonus.

La domanda è: se la norma citava solo la SCIA, in caso di “Permesso di Costruire” perderei l’agevolazione?

LA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE

Prima di vedere cosa chiarifica il DM del 2020, vediamo quali tipi di demolizioni e ricostruzioni ti consentono di accedere al Sismabonus.

L’Agenzia delle Entrate rispondendo ad alcuni interpelli nel corso del tempo tra il 2018 e 2019:

-il 31 del 2018;
-il 131 sempre del 2018;
-il 64 del 2019,
chiarisce le tempistiche per l’asseverazione, che vedremo tra breve, e se e quali interventi di demolizione e ricostruzione sono riconosciuti.

PER APPROFONDIRE:
SISMA BONUS 2019 – SPOSTARE e AMPLIARE il Fabbricato, è possibile detrarre?

Asseverazione del Tecnico Tardiva – Cosa succede al Sisma Bonus?

UNA PRECISAZIONE

A proposito dell’episodio “SISMA BONUS 2019 – SPOSTARE e AMPLIARE il Fabbricato, è possibile detrarre?”, volevo fare una precisazione sul video collegato.

Verso la fine ho suggerito di fatturare separatamente gli interventi che andavano in ampliamento e quelli che riguardavano la parte preesistente.

Erroneamente ho trasmesso il concetto che fosse consentito ampliare un edificio con demolizione ricostruzione e contemporaneamente usufruire del Sismabonus.

L’ampliamento volumetrico, che non sia strettamente legato a necessità tecnico strutturali, fa perdere l’agevolazione.

Anche se fattibile dal punto di vista urbanistico.

Quindi se vuoi ristrutturare demolendo e ricostruendo il fabbricato e vuoi usufruire delle agevolazioni connesse dal Sismabonus, non ci devono essere aumenti volumetrici.

Continuando sulla demolizione e ricostruzione

Riassumendo e tornando ai contenuti degli interpelli che ho citato prima:

-si conferma che gli interventi di demolizione e ricostruzione sono compresi all’interno della categoria “ristrutturazione edilizia” e quindi agevolabili con il Sismabonus;

-l’intervento deve essere di demolizione e fedele ricostruzione, senza aumento di volume, ad esclusione delle sole innovazioni tecniche necessarie per adeguarsi alle norme antisismiche;

-deve risultare dal titolo abilitativo che si tratta di una “ristrutturazione edilizia” e non un intervento di “nuova costruzione”;

-è consentito, se necessario, spostare lievemente l’ubicazione del fabbricato;
-è consentita anche la modifica della sagoma, solo per i fabbricati però che non sono vincolati.

Oltre questo elenco dei punti particolari contenuti nelle risposte dell’Agenzia, devono ovviamente essere rispettate tutte le altre regole del Sismabonus.

Tra le più importanti:

-l’obbligo che l’edificio sia ubicato in una delle tre zone sismiche riconosciute, la 1 la 2 e la 3;
-l’intervento deve comportare una riduzione del rischio sismico.

La riduzione della classe di rischio deve essere attestata dall’asseverazione fatta dal progettista strutturale.

Quindi risulta chiaro che le demolizioni e le fedeli ricostruzioni sono tra gli interventi agevolabili.

Autorizzabili spesso, solo con il “Permesso di Costruire”, non annoverato nel Decreto del 2017.

Inoltre resta un ulteriore dubbio. L’asseverazione quando va consegnata?

L’ASSEVERAZIONE

L’asseverazione del tecnico, documento fondamentale per accedere al Sismabonus, attesta il passaggio alle classi di rischio inferiori.

Deve essere redatta e sottoscritta dal tecnico progettista strutturale.

Deve riportare la classe di rischio prima, e quella conseguita dopo l’intervento.

Il passaggio di classe, lo ripeto, è fondamentale per accedere alle detrazioni maggiori concesse dal Sismabonus.

La norma del 2017 prescriveva che il progetto per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione fossero contenuti nella SCIA, nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività, al momento della presentazione allo sportello unico competente.

Quindi oltre non essere chiaro se fosse consentito o meno l’utilizzo del “Permesso di Costruire”, c’era anche l’incertezza sulle tempistiche di consegna dell’asseverazione.

Mi spiego meglio

Ipotizza di dover necessariamente autorizzare i lavori con un “Permesso di Costruire”.
Questo ha un iter di approvazione diverso rispetto alla SCIA, nella prassi comune il progetto strutturale vero e proprio viene definito e presentato solo in una fase successiva, dopo la presentazione della pratica allo sportello unico.

Quindi le domande sono:
L’asseverazione, che è legata al progetto strutturale, quando andrebbe consegnata?
All’inizio?
Alla consegna della pratica come per la SCIA?
Prima della consegna del calcolo strutturale con un’integrazione?
O prima dell’inizio lavori?

IL DM 24/2020 CHIARISCE LE REGOLE

Ci viene in soccorso il Decreto Ministeriale numero 24 del 09 gennaio 2020.

Il Decreto stabilisce le linee guida per la classificazione del rischio sismico dell’edificio, indicando le modalità con le quali si attesta che gli interventi comporteranno i miglioramenti progettati.

Ti sintetizzo i contenuti del Decreto ponendo particolare attenzione a quello che più potrebbe interessarti.

1) L’efficacia degli interventi di riduzione del rischio sismico è attestata dai tecnici che si occupano della struttura (progettazione strutturale, strutturali e collaudo statico).

2) Il progettista strutturale, oltre a tutta la documentazione già prevista dal “Testo Unico per l’Edilizia”, deve produrre un asseverazione specifica.

3) L’asseverazione deve indicare la classe di rischio prima dell’intervento, e quella che conseguirà dopo l’esecuzione delle opere.

4) Sempre nel rispetto delle norme regionali, il progetto e l’asseverazione, vanno allegati alla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Questo già lo sapevi.
Il nuovo DM finalmente chiarisce i dubbi: il progetto e l’asseverazione devono essere allegati anche in caso di “Permesso di Costruire”.

Quindi la norma ora include oltre che la SCIA anche il “Permesso di Costruire” come titolo abilitativo riconosciuto per accedere al Sismabonus.

Rimane l’altro quesito, QUANDO.

5) Come recita la nota del 2017 e come ripete anche la norma del 2020, l’asseverazione va allegata al momento della presentazione allo sportello unico.

Tempestivamente e comunque prima dell’inizio lavori, quindi all’inizio e prima che i lavori siano iniziati.

6) a opera terminata, il direttore lavori e il collaudatore statico (se nominato), devono attestare, ciascuno per le competenze, che i lavori sono stati realizzati conformemente al progetto.

Dichiarazioni che devono essere presentate allo sportello unico.

7) l’asseverazione, insieme alle dichiarazioni finali, vanno anche consegnate in copia al committente, per permettere l’accesso ai benefici fiscali.

8) l’asseverazione va redatta secondo il modello nell’allegato B del DM 24 del 2020 (che ti lascio in descrizione), compilato secondo le linee guida dell’allegato A, sempre nello stesso Decreto.

CONCLUSIONI

Per concludere, la parte che ti interessa di più è quella riguardante il “Permesso di Costruire”.
Si può utilizzare come titolo abilitativo ai fini delle agevolazioni fiscali del Sismabonus.

L’altra parte che ti interessa riguarda la tempistica di presentazione dell’asseverazione.
Anche in caso di “Permesso di Costruire”, come già lo era per la SCIA, deve essere allegata all’inizio, al momento della presentazione della pratica allo sportello unico.

In parole povere, quando consegni il progetto in Comune.

A presto.

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grazie

Danilo Torresi

3 pensieri su “SISMABONUS con PERMESSO DI COSTRUIRE o SCIA: nuove regole e come funziona per la detrazione 2020”

  1. Chiedo scusa… Ma se la norma cita Testualmente… Tempestivamente e comunque prima dell’inizio lavori, quindi all’inizio e prima che i lavori siano iniziati…. Perché secondo lei debbo allegare lasseveraziobe in fase di consegna del permesso a costruire?… La ringrazio anticipatamente

    1. ciao Davide. Secondo la mia interpretazione è stata inserita questa dicitura per evitare fraintendimenti nei casi in cui i lavori siano iniziati prima della presentazione del Permesso di Costruire.

      1. grazie innanzitutto per la celere risposta io sinceramente la Interporto in maniera diversa anche perché non si possono iniziare lavori prima del titolo abilitati Ivo altrimenti sarebbero abusivi. Presumo invece che nel caso di intervento sottoposto a rilascio del permesso a costruire l’asseverazione possa essere redatta Anche successivamente Comunque prima dell’inizio lavori come del resto accade per la presentazione al genio civile delle pratiche strutturali….. Tuttavia la norma resta sempre poco chiara

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