Pioggia di fuoco su Kiev. Zelensky invoca la tregua, ma di fatto non fa nulla per ottenerla. Condanna i bombardamenti russi della notte, ma intanto Kiev fa lo stesso: droni sulla Crimea, su raffinerie e altre aree del territorio russo.
E il racconto mediatico qual è? Che noi siamo i buoni, le nostre armi sono “difensive”, colpiscono giusto le raffinerie. La Russia invece bombarda solo civili. È la solita narrativa: la Russia è cattiva, ma cadrà presto sotto il peso economico. Lo abbiamo sentito con le sanzioni (siamo al 19º pacchetto), lo abbiamo sentito con l’inflazione, il crollo del rublo, perfino con la “crisi del burro” in Russia. Ogni volta la stessa storia: Mosca è al collasso… e intanto l’Ucraina perde territori, subisce devastazioni e muoiono civili bambini.
Soluzioni vere? Non pervenute. Nessuna concessione territoriale, nessuna rinuncia alla NATO, nessuna apertura al negoziato. L’Europa continua a spingere Kiev su una strada autodistruttiva e ora ci si attacca pure al danneggiamento della sede UE a Kiev: condanne, dichiarazioni e la solita occasione per dire che noi siamo i buoni e loro i cattivi.
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