Il “muro di droni” la “sentinella d’oriente”, questa sarebbe la nuova genialata per difenderci dalla Russia. Tutto nasce da quei dieci, venti droni in schiuma e legno, senza esplosivo, finiti in Polonia. Subito gridano all’attacco russo contro la NATO, poi ripiegano: “ok, non è proprio un attacco, è una provocazione, un test”. Insomma, comunque il nemico va mantenuto, così si tiene alto il consenso al riarmo e si affossa ogni negoziato.
E via con la proposta: militarizzare tutto il confine est, dal Baltico al Mar Nero. Non ancora truppe NATO in Ucraina (che è quello che vorrebbero davvero), ma è la cosa che più ci si avvicina. E i media, insieme ai politici, ne parlano quasi con soddisfazione. Non vedevano l’ora, serviva l’occasione giusta.
Certo, dovevano pure coprire la figuraccia: su venti droni ne hanno intercettati quattro. Quattro! E parliamo di droni-esca senza esplosivo, con elica di legno e motore da tagliaerba. Non proprio un bello spot per la NATO che pretende di difendere il mondo intero. Ma per i nostri basta e avanza: Kubilius già ci dice che entro tre anni Putin sarà pronto ad attaccare l’Europa. Così, giusto per coprire tutte le date fino al 2030, quando (forse) saremo “readiness”.
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