Putin «minaccia l’Occidente», dicono.
Settecentomila soldati russi sul fronte, annuncia Putin. Zelensky risponde come sempre: più soldi, più armi — e anzi, facciamole anche qui in casa, così ve le rivendiamo. I volponi europei annusano l’affare.
Mandiamo miliardi all’Ucraina per produrre armi che poi ricompriamo noi. Lo chiamano “investimento”. A me sembra una truffa bella e buona.
Perciò la soluzione politica è semplice: terrorizzare l’opinione pubblica a colpi di “minaccia russa” ripetuta all’infinito, così nessuno protesta quando ci spennano per il riarmo.
E se manca l’incidente utile, lo inventiamo o lo amplifichiamo: l’aereo della Von der Leyen, i droni in Polonia, il drone in Romania. E se i danni non ci sono, magari li causiamo noi e poi incolpiamo i russi. Nel frattempo i soldi sono già spesi.
E se poi davvero scoppia la guerra, potranno dire: “Ve l’avevamo detto”.
Dopotutto, le armi servono a sparare, no?
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