La guerra più a lungo dura, meglio è.
Zelensky avrebbe detto a Tusk e agli altri leader europei di essere pronto a continuare per altri due o tre anni.
Ovviamente chiedendo altri miliardi e altre armi.
Così son buoni tutti.
Perché, diciamolo: senza le forniture occidentali, la guerra sarebbe finita nel 2022.
E senza le armi occidentali, forse non sarebbe nemmeno iniziata.
Ma questo non si può dire: è un discorso troppo complicato, richiede di usare il cervello e rovina la favola dei “buoni che si difendono dai cattivi”.
Meglio il tifo da stadio.
Quindi non si tratta col nemico, ma se non c’è il negoziato è comunque colpa della Russia che non si ferma.
Una logica tutta nostra, dove chi perde non vuole cedere nulla, e chi vince dovrebbe fermarsi per bontà d’animo.
Ora, per capirci: in una partita di calcio chi sta vincendo non si ferma, continua a giocare, magari attacca pure.
E qui non si parla di una coppa, ma di migliaia di vite, potere, interessi economici, geopolitica.
La guerra si fa per questo, non per sport.
E per fermarla, o concedi qualcosa al nemico o sei più forte e vinci.
Ora, a naso, direi che tra i due non mi sembra proprio che siamo noi — con l’Ucraina — ad avere la meglio.
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