L’ultimo allarme, in ordine cronologico, è quello dei palloni aerostatici lanciati – dicono – dalla Bielorussia verso la Lituania.
Palloncini spinti dal vento che hanno causato la chiusura dei confini e degli aeroporti.
Una minaccia gravissima, ovviamente orchestrata da Putin.
Trasportavano sigarette di contrabbando — perché, si sa, il piano del Cremlino è corrompere l’Europa facendola fumare.
Ma non basta.
Tornano i droni non identificati (quindi russi, ovvio): questa volta sugli aeroporti e le basi militari in Spagna ed Estonia.
Non si sa chi li piloti, né da dove, né perché.
Però sono tutti certi che è “una manovra di Mosca”.
Poi arrivano altri episodi:
in Lettonia quattro persone a processo per presunti incendi. In Francia tre bulgari arrestati per vandalismo e mani rosse disegnate sui monumenti — chiaramente per destabilizzare Macron, che perde un governo ogni due giorni, ma la colpa è sempre della guerra ibrida russa.
E i “classici” non mancano mai:
• i droni in polistirolo sulla Polonia,
• i caccia russi che sconfinano per 18 secondi,
• l’aereo della Von der Leyen col GPS in tilt,
• il sito tedesco degli appalti in crash,
• le ingerenze russe nelle elezioni, ma solo quando vince quello sgradito a Bruxelles.
E la quasi invasione dell’Estonia con sette soldati russi, sul territorio russo?
Indimenticabile.
Insomma: l’invasione è reale, imminente e va contrastata subito.
Come?
Comprando armi americane per Kiev, riarmandoci per 6.800 miliardi, e ovviamente preparando la difesa fino a Lisbona.
E se metti in dubbio tutto questo?
Semplice: sei un filorusso pagato in rubli dal Cremlino.
Perché non te ne vai a vivere in Russia?
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