Il piano di pace di Trump? Inaccettabile, dicono Ucraina ed Europa.
La Von der Leyen ha già sentenziato: “I confini dell’Ucraina non possono essere modificati con la forza.”
Perfetto. Allora la soluzione è semplice: l’Ucraina li riconquista. Con il suo esercito addestrato dalla NATO per anni.
No?
Ah, non ci riesce.
Okay, allora mandiamo armi.
Già fatto.
Mandiamone di più.
Finite.
Allora mandiamo miliardi a Kiev così se le costruiscono da soli.
Fatto anche questo.
E già che ci siamo, paghiamogli pure gli stipendi.
Fatto.
Allora via coi tank, i caccia, i missili: risolviamo così.
Fatto pure quello.
Bene, allora sanzioni alla Russia.
Ventunesimo pacchetto in arrivo.
E la Russia è crollata?
No.
Ha solo aperto i mercati a Cina e India.
Un dettaglio.
Come sarebbe a dire che le sanzioni si sono ritorte contro di noi?
Che l’energia alle stelle ci ha azzerato la crescita?
Che le fabbriche chiudono?
Che la Germania, locomotiva d’Europa, è in recessione?
Ma no, dai.
Suvvia.
E allora che facciamo?
Semplice: inventiamoci che Putin ci attaccherà.
Così possiamo spostare miliardi nel settore delle armi, rilanciare l’industria bellica e sperare che nessuno faccia troppe domande.
Lo stiamo già facendo?
Ah.
Nel frattempo gli Stati Uniti — i nostri alleati — ci obbligano a comprare le loro armi.
O ci mettono i dazi.
Dettagli anche questi.
E poi Trump si starebbe accordando con la Russia.
Ma se fosse vero ci avrebbero coinvolto, no?
In che senso il nostro ruolo è portare il caffè e le paste al tavolo?
“I confini dell’Ucraina non possono essere modificati con la forza.”
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