Si parla di “nuovi” colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti.
Nuovi si fa per dire.
Quello che c’è di sicuro è che l’Europa non c’è.
Troppi funzionari incompetenti tipo la Kaja Kallas – parola di Mosca.
Ma il problema non è solo chi ci rappresenta.
Il problema è che ci siamo autoesclusi.
Abbiamo seguito alla lettera la linea americana:
sanzioni, armi, propaganda, zero dialogo.
Abbiamo armato l’Ucraina per “sconfiggere Mosca”.
Com’è andata?
Ucraina in ginocchio,
Europa a pezzi,
politicamente irrilevante.
Mentre ora USA e Russia parlano,
Zelensky è costretto a sedersi al tavolo,
e noi?
Restiamo fuori.
Non ci considera Putin,
non ci considera Trump,
non ci considera neanche Zelensky,
che ha già preso miliardi da noi,
ne prenderà altri 90,
e a Davos ci ha pure “rimproverati”.
Perché, secondo lui, non abbiamo fatto abbastanza.
Ce lo siamo meritati?
In parte sì.
Abbiamo lasciato che accadesse.
Ma possiamo cambiare rotta?
Sì. Non è mai troppo tardi.
Il punto è:
c’è qualcuno in Europa in grado di farlo?
Per ora, non si vede nessuno.
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