Secondo l’ISW (Institute for the Study of War), citando alcuni milblogger russi, la chiusura dell’accesso ai terminali Starlink starebbe mettendo in difficoltà le operazioni russe. Da quando sarebbero stati tagliati fuori dalla costellazione statunitense, le operazioni ne risentirebbero.
Ora, domanda semplice: credete davvero che la Russia abbia basato tutta la comunicazione di una guerra contro un Paese armato dall’Occidente — quindi dagli Stati Uniti — su una tecnologia statunitense?
Credete davvero che abbiano usato Starlink senza avere altri sistemi di comunicazione?
E che adesso, improvvisamente, i nostri si siano accorti dell’“uso improprio”, abbiano chiuso gli accessi e… bum: esercito russo in ginocchio?
Sempre l’ISW dice che senza soluzioni alternative o nuove tecnologie i russi faticheranno a mantenere lo stesso livello di operazioni. Non siamo ancora al livello dei chip delle lavatrici, ma poco ci manca.
È sempre lo stesso film: per nascondere che la situazione in Ucraina è drammatica, provano a farci credere che la Russia sia in difficoltà più di quanto non sia davvero. Così si giustifica il continuare a buttare armi nella guerra invece di scendere a compromessi.
Le provano tutte:
i carri armati sovietici “finiti”,
l’economia russa “sul punto di collassare” ogni giorno da quattro anni,
ora pure i salari in ritardo: “la Russia non paga gli stipendi”.
E adesso anche: senza l’accesso “abusivo” a Starlink, è fatta.
Insomma: abbiamo quasi vinto.
Da quattro anni.
Ma abbiamo quasi vinto.
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