CORRUZIONE IN UCRAINA? HA STATO PUTIN


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I nostri politicanti non hanno mai smesso un secondo di spedire armi e miliardi a Kiev per continuare una guerra che sta distruggendo l’Ucraina, rifiutando qualsiasi approccio diplomatico.
E non mollano nemmeno ora, davanti al più grande scandalo di corruzione in Europa degli ultimi decenni.
Quello ucraino.

Gli eroi della “pace con le bombe” improvvisamente fischiettano guardando il pavimento, mentre il governo di Zelensky si sgretola e i due principali indagati sono già scappati. Indovina dove?
In Israele.
E da fonti vicine alle agenzie anticorruzione dicono pure che questo è solo l’inizio.

Intanto in Italia abbiamo capito la lezione:
annunciamo l’ennesimo invio di armi (che chiamiamo “pacchetto di aiuti”), litighiamo per finta davanti alle telecamere e poi, subito d’accordo quando c’è da ingrassare i potenti e spellare i cittadini.

Titolo del Corriere di oggi (domenica 16 novembre):
“Fondi per le armi all’Ucraina, l’alt di Salvini: c’è corruzione.
Meloni: non si cambia.

E fuori dall’Italia?
Stessa identica musica.
Kallas ripete: “Se vogliamo la pace dobbiamo prepararci alla guerra”.

Zelensky intanto, che “non poteva non sapere” ma ora tutti fingono sia la vittima sorpresa dal suo stesso governo, prova a metterci una pezza e annuncia riforme nel settore energetico.
Però, ovviamente, la colpa è della guerra ibrida di Putin.
I media russi riprendono la notizia della corruzione in Ucraina. Accusati quindi di ingerenze per la diffusione di notizie vere, destabilizzano il sistema di informazione occidentale, che non è abituato.

Dove si è mai visto che i media raccontano una storia vera.

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Danilo Torresi