C’è da chiedersi cosa prevalga: la voglia di fregarsene delle regole democratiche o una totale incompetenza.
Von der Leyen, Kallas & Co. puntano tutto su 140 miliardi di euro di prestiti per far continuare la guerra in Ucraina. Prestiti da garantire con i beni russi congelati in Belgio.
Confisca delle proprietà di un altro Stato sovrano.
Il Belgio, giustamente, non ha mai dato l’ok.
Troppo rischioso: default, crollo dell’eurozona, effetto domino. Ma loro niente, avanti tutta.
Poi arriva lo schiaffone della BCE, riportato dal Financial Times:
È impossibile garantire i 140 miliardi a Kiev con gli asset russi. La proposta viola il mandato della Commissione.
Ops.
Intanto da Kiev le sparano grosse:
– I russi “non hanno ancora ottenuto alcun successo”
– “Pokrovsk non è caduta!”
– “Kupyansk l’abbiamo riconquistata!”
Peccato che AFP smentisce tutto, analizzando i dati ISW:
– Novembre è stato il mese peggiore per Kiev da inizio guerra (eccetto novembre 2024).
– I russi annunciano ufficialmente la presa sia di Pokrovsk che di Vovchansk.
Ma nonostante tutto, non intendono fare concessioni per agevolare la fine della guerra.
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