MENO ISTRUITI, PIÙ PATRIOTI E SOPRATUTTO, ZITTI


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Mosca sta vincendo la guerra.
E noi stiamo perdendo la nostra. Prima ancora di cominciarla.

Il capo di stato maggiore britannico invita a convincere i bambini a lavorare nell’industria bellica. A lasciare scuola e università per costruire armi. Le famiglie dovranno fare sacrifici, dice, perché “la guerra con la Russia è inevitabile”.

Nel frattempo, il Parlamento europeo approva altri fondi per il riarmo (Readiness 2030), si cercano disperatamente i miliardi russi bloccati in Belgio da regalare a Kiev, e i soliti (Polonia, Baltici, Scandinavi) chiedono più soldi per allargare gli eserciti.

Intanto, viene sabotato per l’ennesima volta il piano negoziale in 28 punti proposto dagli americani: eserciti NATO in Ucraina, ingresso nella NATO, più armi a Kiev, zero concessioni a Mosca. Poi ci si stupisce se Putin risponde picche e va avanti con la conquista di altri pezzetti di Ucraina.

E se qualcuno prova a mettere in dubbio questa brillante strategia? Va silenziato.
È il caso di Jacques Baud, ex colonnello svizzero e analista indipendente, bollato come “portavoce della propaganda russa” solo perché non la pensa come vorrebbero.

Democrazia, certo. Ma solo se dici quello che vogliono loro.

Nel tentativo di “difendere i valori occidentali” li stiamo perdendo tutti.
Schiacciati da crisi economica, energetica, industriale, politica.
Se un giorno la Russia ci attaccherà davvero, ci troverà talmente messi male da decidere che non ne vale la pena.

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Danilo Torresi