ORBÁN CONTRO VON DER LEYEN E UE


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Orbán si scaglia contro l’Unione Europea, e l’Unione Europea si scaglia contro Orbán. Ma che doveva fare?

L’UE con la guerra e coi rapporti commerciali ha dimostrato chiaramente di non difendere gli interessi degli europei, ma quelli degli americani. Ha alimentato una guerra sul nostro continente, armando Kiev e schierandosi apertamente contro la Russia. Risultato: crisi economica, politica ed energetica in tutta Europa.

In più ci espongono pure al rischio di un conflitto più ampio, perché dicono che bisogna riarmarsi contro Mosca. In più, le solite sanzioni boomerang: abbiamo tagliato il gas russo – economico e vicino – per comprare il GNL americano – caro e lontano. E Trump intanto continua a chiedere che l’Europa si carichi interamente delle spese del carrozzone Ucraina.

Orbán a questo gioco non ci sta. È contro le politiche sanzionatorie e pro guerra, anche se poi firma sempre per via dell’unanimità. Ma almeno non ha rinunciato al gas russo, come invece hanno fatto gli altri. Così come la Slovacchia. E intanto Kiev continua a bombardare l’altra condotta superstite, quella che ancora porta gas ad Ungheria e Slovacchia.

Che può fare Orbán? Si oppone all’adesione dell’Ucraina all’UE, perché è un buco nero che inghiottirà soldi e risorse. E sì, lo fa anche per ottenere qualcosa in cambio, ma è comprensibile: con l’Europa funziona così.

Guarda Trump: ci insulta, ci minaccia con i dazi, ci spreme. E più ci tratta male, più i nostri politici si affrettano a dire sì. Che siano armi americane, gas, dazi o soldi investiti negli USA, l’Europa risponde sempre allo stesso modo: obbedisco.

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Danilo Torresi