La Russia ha bombardato e distrutto una centrale termoelettrica nell’oblast di Kiev, lasciando al buio intere zone e aggravando ancora di più la crisi energetica ucraina. Kiev si lamenta: “Non sono obiettivi militari, colpire l’energia significa colpire i civili”.
Ma intanto, sempre Ukrainska Pravda, ci racconta con orgoglio che l’Ucraina ha fatto saltare una raffineria a Krasnodar, un oleodotto nel Bryansk e, giusto ieri, quello che rifornisce Ungheria e Slovacchia. E allora? Quando lo fa Mosca è un attacco ai civili, quando lo fa Kiev diventa una brillante operazione militare che farà crollare la Russia. La verità è semplice: entrambi fanno la stessa cosa, entrambi causano danni e vittime civili.
Quello che mi fa incazzare non è tanto la propaganda di Kiev – sono in guerra, la fanno tutti – ma che i nostri media occidentali la riprendano e la amplifichino, e che ci sia ancora gente che ci casca.
Vuoi un esempio? Il comandante ucraino Syrsky dice che agosto è stato un successo perché hanno riconquistato 58 km² “Il mese in cui gli occupanti speravano di fare progressi e di impegnarsi al massimo è diventato il mese dei loro più bassi guadagni territoriali da molto tempo”. ISW una settimana fa parlava di 594 km² conquistati dai russi nello stesso mese. 58 contro 594. Però per i media è comunque una vittoria.
E intanto la diplomazia non serve, la guerra deve andare avanti. Tanto, Kiev ha quasi vinto.
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