Ogni giorno un allarme nuovo. Ogni giorno una “provocazione russa”. Così media e politici ci spingono sempre più vicini allo scontro diretto con Mosca.
Ora sono fissati coi caccia: “sconfinano” in Estonia, nel Baltico, perfino in Alaska. Poco importa che siano mezze verità e comunque episodi sempre avvenuti anche al contrario, perché la NATO “sconfina” regolarmente. Soprattutto in zone strette come il Baltico, dove si accavallano gli spazi aerei e dove la guerra, che abbiamo alimentato noi, rende l’attività russa più intensa.
Ma serve la narrazione: “minaccia russa”, “provocazione russa”. E qualcuno già pensa di autorizzare l’abbattimento dei caccia russi vicino ai confini. Cioè guerra diretta. Forse è proprio l’obiettivo.
Il resto è storia nota:
– l’aereo della Von der Leyen “attaccato al GPS” e poi niente;
– i droni russi in Polonia, che forse erano vittime della contraerea elettronica ucraina;
– il tetto distrutto dai missili polacchi, ma subito era “colpa di Mosca”;
– gli sconfinamenti in Estonia sbandierati come atto deliberato;
– gli aeroporti “hackerati dai russi”, e invece era un cittadino britannico in cerca di soldi;
– i droni in Danimarca, subito colpa di Putin, anche se il ministro della Difesa ha detto che prove non ce ne sono.
Insomma: quasi tutte smentite, ma sempre a mezza bocca. L’importante è urlare subito: “È stata la Russia”.
_____________________
Grazie per aver letto questo articolo!
Se ti è piaciuto, considera di abbonarti 👈 qui.
Con il tuo sostegno, potrò continuare a produrre contenuti di qualità e a condividere le mie conoscenze e le mie idee con te, sia attraverso il sito che attraverso i miei video su YouTube.
Grazie per il tuo supporto!