Trump ha annunciato sul suo social il riavvio dei test nucleari degli Stati Uniti.
Motivo ufficiale? “Lo fanno anche gli altri”.
Serve un pretesto, e il solito colpevole è già pronto.
I media occidentali hanno subito titolato:
👉 “Risposta alle minacce di Putin.”
Quali minacce, però, non si sa.
Mosca non ha condotto nessun test nucleare, ma poco importa: basta infilare la parola nucleare nel titolo e il gioco è fatto.
Putin aveva parlato di missili e siluri a propulsione nucleare, non di bombe atomiche fatte esplodere.
Ma nell’informazione moderna funziona così: si prende una parola, si sposta di due righe e diventa “atto di guerra”.
Nel frattempo la Polonia intercetta un aereo di ricognizione russo che…
non aveva violato lo spazio aereo.
“Mosca ci provoca ancora.”
È come urlare a chi passa in strada: “Mi stai minacciando a casa mia!”.
E poi, quando arriva una proposta di cessate il fuoco di qualche ora su Pokrovsk — per far entrare i giornalisti e verificare la situazione — viene definita “una mossa disonesta che avvantaggia la Russia”.
Mentre annunciare test nucleari è considerato “un segnale di forza responsabile”.
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